Billions, la prima serie (3 di 5)

Bobby Axelrod è l’incarnazione del Sogno Americano: un uomo di umili origini che si è costruito un impero dal nulla. Non si sente colpevole di alcun reato, è convinto di fare come tutti, in Borsa, solo con più acume e coraggio. Rischia tanto perché il denaro è solo uno strumento, gli serve per fare quello che vuole quando vuole: partire con gli amici d’infanzia sull’aereo privato per andare in Quebéc a un concerto dei Metallica, giocare a golf in Scozia, farsi proiettare «Quarto potere» in pellicola nella sala cinematografica casalinga…

Chuck Rhoades è invece convinto che Axelrod sia un malfattore. Che stia al vertice di un’impresa criminale che manipola il mercato e spreme ricchezza da ogni possibile insider trading. Consapevole di dover colpire un nemico che muove montagne di soldi, il procuratore non intende fermarsi di fronte ad alcuna pressione psicologica: “Se ha un punto debole, bisogna girarci dentro il coltello”, dice ai suoi collaboratori, parlando di un broker di Axelrod. Come capo di una procura federale, Rhoades può usare l’Fbi e dispone di un gruppo di fedelissimi segugi, animati da ambizioni smodate: “Arriverai a difendere gli stessi ricchi stronzi che mandi in galera adesso”, dice il vice di Rhoades alla bravissima, ambiziosissima collaboratrice afro-americana. Che punta direttamente alla Casa Bianca.

Dotate di una notevole sensualità, la bruna Wendy e la bionda Lara non sono mogli-trofeo e tantomeno remissive: in certi ambiti pretendono di avere l’ultima parola, ma non mettono mai in dubbio l’autorità del capofamiglia.

Nel corso delle indagini diventa esplicito il conflitto di interesse del procuratore federale: la moglie lavora per Axelrod, a cui è legata da un rapporto molto amichevole.

Verso la metà della stagione, diventa cruciale rispondere a una domanda: a chi è davvero fedele Wendy Rhoades? Se lo chiedono sia il marito che il datore di lavoro. Sembra che lei operi per evitare una lacerazione traumatica, vuole comporre il conflitto, ma come possono vincere entrambi, o almeno crederlo? Sono gli avvocati a trovare la formula: patteggiamento. Bobby Axelrod si dichiara disponibile a firmare un patteggiamento che preveda una gigantesca multa (1,9 miliardi di dollari) e l’interdizione dalle transizioni borsistiche per un certo intervallo di tempo. Ma Rhoades vuole qualcosa di più: un’ammissione di colpevolezza, la definitiva uscita dal giro della finanza.

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