Rastignac, la vita non riesce a guastarlo

Goriot muore e alla sua memoria Eugène de Rastignac lancia la sua sfida alla società: “A noi due, adesso!”.

Il vecchio Goriot viveva assai modestamente della sua pensione, alloggiato presso Madame Vauquer. Amava alla follia le sue due figlie, tremendamente egoiste e ingrate: una ha sposato un aristocratico, l’altra un banchiere.

Rastignac è uno studente di diritto, un cognome di antica nobiltà e pochi quattrini; è venuto a cercare fortuna a Parigi. Impara a vivere osservando, e grazie ai consigli di un altro pensionante di Madame Vauquer, lo scaltro e cinico Vautrin.

È dall’esperienza diretta e dalle parole di Vautrin che Rastignac comprende che l’onestà non serve a niente e che l’amore è una debolezza. Uomini e donne non fanno che fingere, si sfruttano per raggiungere i loro obiettivi, la loro affermazione personale. In una parola, “arrivare”. E questo romanzo è una pietra miliare nella descrizione dell’arrivismo.

Gli anni Venti del Diciannovesimo secolo sono segnati dalla Restaurazione, lo stesso plumbeo clima in cui diventa adulto Julien Sorel (Il rosso e il nero). La vicenda di papà Goriot è tratta da una storia vera, riferita a Balzac; la parabola di Rastignac, invece, è la trasposizione della giovinezza del romanziere (non è solo una coincidenza che abbiano lo stesso anno di nascita, il 1799).

Dice Vautrin a Rastignac: “Il segreto delle grandi ricchezze apparentemente inesplicabili è un delitto caduto nel dimenticatoio grazie al fatto che è stato perpetrato con eleganza”. Aggiunge: “Si possono prendere solo due decisioni: o una stupida ubbidienza, o la rivolta… Sapete come ci si fa strada qui? Con la forza del genio o con la corruzione. Si deve entrare in questa massa di uomini come una palla di cannone o insinuarcisi come la peste”.

Quando Balzac comincia a scrivere è il 1854, pensa di farne solo una novella, ma la materia narrativa lievita e la stesura finisce alla metà del 1835. Maestro dell’esagerazione drammatica, Balzac costruisce con Rastignac un archetipo di arrivista, di ambizioso, un individuo che insegue il successo ma vuole sfuggire alla degradazione che spesso lo accompagna. “La vita non riesce a guastarlo” (l’espressione è di Maurice Bardèche).

Ho deciso di affrontare Papà Goriot dopo aver letto un articolo intitolato “Emmanuel Macron, le Rastignac de Bercy”. Ma parto dal pregiudizio che a Macron la vita sia riuscita a guastarlo…

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