Mercato, si fa per parlare

Sappiamo tutti che c’è un rapporto di 1 a 15 fra i calciatori accostati all’Inter e quelli effettivamente nel mirino. Sappiamo anche che queste settimane di sosta per gli impegni della Nazionale sono noiosissime, e i giornali vanno riempiti. Sappiamo, infine, che fa una bella differenza se il mercato lo farà Pioli o un altro, e che le ambizioni di Champions sono ormai accantonate (dunque James Rodriguez e Aguero, Marquinhos e Verratti, lasciamoli perdere).

Due aspetti mi colpiscono nella “narrazione” delle mosse di mercato di Ausilio.
In certi periodi sembra che l’Inter sia su tutti gli italiani di prospettiva, tutti quelli nati fra il ’93 e il ’99, pronta a battagliare con la Juve – che di solito fa razzia di questi prospetti – staccando assegni esorbitanti (ho letto di 15 milioni per Bastoni dell’Atalanta). In questo ambito, assistiamo al pendolo che oscilla fra Berardi e Bernardeschi, a quello fra Meret e Cragno, eccetera.
In altri periodi, invece, non si fa altro che leggere nomi stranieri. Per cui, l’identikit del “vice Icardi” varia da Petagna a Schick.

Ora, se vuoi mettere le mani su un ottimo difensore centrale, devi prenderlo straniero: prediligo De Vrji, non mi dispiace Manolas, ma insisterei anche per Acerbi, perché né Miranda né Murillo mi sembrano titolari in una squadra che punta allo scudetto.
Ma leggere di un’offerta al Napoli per Ghoulam sacrificando Caprari, mi sembra un grave errore di prospettiva. Intanto, Ghoulam non mi pare un fenomeno, crossa meglio dei nostri ma difende poco e male, e non segna mai. Poi, acquistare Caprari, lasciarlo in prestito e poi usarlo come pedina di scambio mi pare possa diffondere una pessima idea sul famoso “progetto italiani”.

Si fa per parlare, ripeto. Ma molte chiacchiere sono ispirate per vedere l’effetto che fa. E se vogliono convincerci che Mourinho pagherà 50 milioni per Brozovic, che Perisic è assolutamente incedibile, che Icardi vale almeno 120 milioni, che Kondogbia è tornato quello del Monaco, che c’è la fila per assicurarsi Eder e Murillo, resta solo da sistemare Gabigol…

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3 Responses to Mercato, si fa per parlare

  1. Spero vivamente in un mercato moderato. Che a fare le rivoluzioni ci vuole tempo, e poi ce ne manca per recuperare la strada perduta.
    Un terzino è d’obbligo, un centrale pure, ma se diventassero due, avremmo 3/4 di difesa nuova. Rischiosissimo.
    Spero poi che si lavori su più fronti: qualche giovane italiano, qualche affermato, un paio di gregari sicuri.

  2. willerneroblu says:

    Tutta la vita Acerbi per tanti motivi avrebbe stimoli maggiori darebbe di più non gioca in nazionale profilo perfetto ma se credete che il mercato lo faccia Ausilio….

  3. In difesa DeVrij, Manolas e Rodriguez. Tieni Miranda e Murillo, vendi Ranocchia e Medel, riporti Di Marco alla base.

    A centrocampo un solo innesto ma di spessore: il mio sogno è Naingollan, ho dubbi su Strootman per gli infortuni che ha avuto e perchè ha lo stesso passo di Gagliardini, mentre il ninja è più dinamico. Vendi Brozovic e, se necessario, Banega.

    In attacco ci vuole un giocatore da affiancare a Icardi. Il mio sogno è Griezmann o Sanchez, Berardi sì se vendi Candreva. E uno forte di testa come riserva quando le squadre avversarie si chiudono nella loro area.

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