1924, mi ricordo

Mi ricordo che una trentina di anni fa vivevo nel terrore che potessero uscirmi i denti del giudizio.

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2 Responses to 1924, mi ricordo

  1. Luigi Baragiola says:

    Se avessi l’argenteria vivrei anch’io nel terrore.

  2. luccarmi says:

    Mi ricordo la Cristoforo Colombo.
    In molti conoscono la nave gemella dell’Amerigo Vespucci: la Cristoforo Colombo.
    Non tutti però sanno la sua storia, ancora meno persone sanno come avvenne il passaggio dalla Regia Marina Militare Italiana alla Marina Russa.
    Chi ha sentito anche solo nominare la Cristoforo Colombo, sa che dopo la seconda Guerra Mondiale, molte navi della Marina Militare Italiana passarono alla Russia, come debito di guerra e che fra queste navi c’era, appunto, anche la nave (quasi gemella) dell’Amerigo Vespucci.
    Due navi che erano (il Vespucci lo è tuttora) il vanto della marineria italiana.
    C’è una leggenda: le due navi (quasi) gemelle, furono “scambiate”. Il Vespucci era in condizioni peggiori della Colombo, pertanto, furono cambiati i nomi delle navi ed ai Russi fu consegnato, in realtà, l’Amerigo Vespucci. Io so se questa leggenda è vera, lo so con certezza, ma non ve lo dirò.
    Ma la storia della Colombo è una storia triste.
    Quando fu consegnata ai Russi (nel 1949 credo, ma non ne sono certo), il Capitano di Fregata Rittore (famoso per essere stato “l’ultimo Comandante della Colombo”), fece l’ultimo viaggio ed ebbe lui, l’ingrato compito, di ammainare per l’ultima volta la bandiera italiana.
    Si narra (ed è vero), che il nocchiere di bordo delle Colombo, ebbe a spiegare, come “funzionasse” la Cristoforo Colombo (i nocchieri sui velieri, sono coloro che salgono “a riva” cioè sugli alberi, per le manovre alle vele). Dopo aver spiegato a dovere cosa occorresse fare per governare la nave, i russi domandarono: “Va bene, ma a cosa serve?”.
    “In che senso?” rispose il nocchiero.
    “Che ce ne facciamo di questa nave?”
    “Ci andate a vela” rispose il nocchiero.
    “Si, ma a cosa serve?” insistettero.
    “A navigare a vela” rispose spazientito da domande che riteneva sciocche
    “Allora non serve a nulla”.
    “Se per voi navigare a vela non serve, ridateci la Cristoforo Colombo, noi viviamo per questo”.
    I russi si tennero la Colombo, la ritinsero di un colore insulso, la disalberarono e ne fecero una nave per trasportare legna.
    La Cristoforo Colombo bruciò in un incendio.
    Questa storia, come mi fece osservare un comandante che ebbe, moltissimi anni fa, il nocchiero della Colombo (ormai vecchio) a bordo della propria nave, ha una morale: ciò che per qualcuno è chiaro come il sole, per altri è inaccessibile, ma soprattutto è inutile tentare di spiegare concetti a chi non è in grado di capirli.

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