40 gradi all’ombra del lenzuolo [id.], Sergio Martino, 1976 [Tv30] – 4

Cerco di rivedermi, provo a immaginarmi insieme ai tre o quattro amici sedicenni, andare al cinema del paese a vedere questo film. Forse all’uscita abbiamo confrontato le rispettive classifiche. Ieri come oggi, direi: prima Edwige Fenech, seconda Dayle Haddon, poi Barbara Bouchet, Giovanna Ralli e Sydne Rome.

Un film a episodi come questo, infatti, stimola classifiche di grana grossa. Quanto agli attori maschi (presenze secondarie, almeno per il sottoscritto e i tre o quattro amici sedicenni), la classifica vede al primo posto Aldo Maccione, seguito da Tomas Milian e Enrico Montesano, Alberto Lionello. Fuori concorso Marty Feldman, reduce da «Frankenstein junior».

«La cavallona» è ambientato a Faenza e la Fenech esibisce vestiti rossi e gonne aderenti, tutti i faentini si fermano ad ammirarla, e il più morigerato di loro (un Tomas Milian irriconoscibile e debitore di Jerry Lewis) se la sogna ogni notte. E le descrive i sogni al telefono.

«L’attimo fuggente», con Alberto Lionello e Giovanna Ralli, è la storia di una coppia che costruisce situazioni e travestimenti per ritrovare l’eccitazione perduta; in questo caso, si fingono una nobildonna e il suo maggiordomo, a un picnic sul prato, nella periferia romana.

«La guardia del corpo» è Feldman, il corpo è quello della Haddon, figlia di un riccone che vuole proteggerla da malintenzionati; sembra una preoccupazione eccessiva, ma è lo zelo di Feldman a scongiurare il peggio.

«I soldi in bocca» (Montesano e Bouchet) parla di esportazione di valuta, ma ciò sarà chiaro solo alla fine; a Zurigo, un tipo si finge in procinto di partire per l’Australia e offre una forte somma a una signora sposata in cambio di un’ora di sesso. Ripeterà l’offerta altre due volte.

Infine, «Un posto tranquillo» vede un uomo pieno di tic nervosi salvare la vita a una ragazza in déshabillé sul cornicione; ne deriva un immediato trasporto, ma di mezzo ci sta un pastore tedesco particolarmente geloso.

Fra chi firma il soggetto anche Tonino Guerra… Fra un episodio e l’altro non c’è il minimo collegamento. Il filo conduttore è come costruire una storia vagamente comica e con qualche equivoco, che consenta di mostrare qualche seno nudo e qualche reggicalze.

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One Response to 40 gradi all’ombra del lenzuolo [id.], Sergio Martino, 1976 [Tv30] – 4

  1. Haddon, Ralli, Bouchet, Fenech, Rome.

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