Di qua dal Paradiso, Francis Scott Fitzgerald, 1920 (uno di due)

Il primo romanzo, scritto a 23 anni. Fitzgerald aveva già accumulato 122 rifiuti da riviste a cui aveva proposto racconti.
Il protagonista, Amory Blaine, è ricco, bello, intelligente; frequenta una delle Università più prestigiose (Princeton); si innamora di quattro donne (Isabelle, Clara, Rosalind ed Eleanor) come Frédéric Moreau nell’Educazione sentimentale di Flaubert.
Con questo romanzo comincia il decennio – fra la fine della Prima Guerra Mondiale e il Crollo di Wall Street – che proprio da Fitzgerald prese il nome di Età del Jazz.

Fernando Pivano scriveva, nel 1951: “Fu quello un periodo nel quale tutti i gesti, anche quelli che nella prospettiva storica sembrano ormai insignificanti, assumevano un carattere di protesta, di sfida. Una donna non poteva tagliarsi i capelli, mettersi le calze color carne, accorciarsi le gonne, senza che la società prendesse questi fatti come simboli di ribellione quando non di anarchismo”.
Nel 1919, il panico per il bolscevismo: e la psicosi isterica per l’infiltrazione di stranieri.
Nel gennaio 1920 entrò in vigore il Proibizionismo. In tre anni, Alphonse Capone costruì un’impresa con almeno 700 dipendenti.
Nel 1919 Fitzgerald conobbe Zelda (lui 23, lei 18 anni). Non c’era uomo che non si innamorasse di Zelda, e di Zelda si innamorò anche lui. La Rosalind del romanzo pare proprio Zelda.

“Amory Blaine ereditò dalla madre ogni tratto, tranne quei pochi sparsi e indefinibili che lo resero di qualche valore. Il padre, inefficiente e disarticolato, con una predilezione per Byron e l’abitudine di sonnecchiare sopra l’Enciclopedia Britannica, divenne ricco a trent’anni grazie alla morte di due fratelli maggiori … Stephen Blaine tramandò alla posterità la sua altezza di un metro e ottanta scarsi e la sua tendenza a esitare nei momenti cruciali, caratteristiche che riapparvero nel figlio Amory”.

La madre, Beatrice O’Hara, era una donna di grande fascino e temperamento. Istruita, ricchissima, frequentatrice delle corti europee, “assorbì il tipo di educazione che non sarà mai più possibile … In uno dei momenti meno importanti della sua vita Beatrice ritornò in America, conobbe Stephen Blaine e lo sposò: quasi esclusivamente perché era un tantino stanca, un tantino triste”.
Unico figlio, Amory, nacque in un giorno di primavera del 1896.
Per dire come vivessero, lui e la madre, ecco un episodio: dopo quattro ore di viaggio verso l’Europa, sopra una nave, “gli scoppiò l’appendice, probabilmente per i troppi pasti consumati a letto; e dopo una serie di telegrammi forsennati in Europa e in America, tra lo stupore dei passeggeri la grande nave virò lentamente di bordo e ritornò a New York a depositare Amory sul molo. Dovete ammettere che anche se non era vita era magnifico”. (1 di 2)

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