Tiki, Berardi e Milazzo

Prima dell’Uomo delle Filippine, con il suo afflato pacifista, i due autori avevano già mostrato una precisa coscienza politica con questa storia, a sua volta inserita dentro uno scenario esotico: l’Amazzonia. Realizzato per la rivista «Il Giornalino», dove uscì in 6 puntate fra il 1976 e il ’77, il fumetto mostra uno stile grafico ancora esitante, ma le 68 tavole in bianco e nero hanno già il ritmo e la varietà che consacreranno gli artefici di Ken Parker.

Tiki, “il ragazzo guerriero” vive in una delle innumerevoli, piccole tribù della foresta pluviale. Morso da un serpente, il padre muore, nonostante il solenne intervento dello sciamano. Tiki resta con la madre Makura e deve provvedere al loro sostentamento. La carità della tribù non basta, Tiki decide di andare a caccia, disubbidendo all’autorità dello sciamano. Che ordina di ucciderlo. Coraggioso quanto sventato, Tiki impara a cacciare, si salva e capovolge i trucchi dello sciamano a proprio vantaggio.

Un giorno, mentre è a caccia, il ragazzo vede uno stormo di “uccelli brillanti”: sono aerei, una squadriglia di bombardieri incaricata di spianare un tratto di foresta, dove sarà costruita una strada, incuranti di ciò che vive sotto quella fittissima vegetazione. Berardi mette in bocca a un pilota queste parole:
“È buffo… Ogni volta che andiamo a scaricare bombe da qualche parte, c’è sempre qualcuno che tira fuori il discorso della civiltà”.

Quel pilota sa qual è l’effetto del napalm, l’ha visto in Vietnam. Tiki, invece, non sospetta di nulla, e vedrà la distruzione abbattersi sul suo piccolo mondo: il villaggio viene spazzato via. All’unica sopravvissuta, ormai morente, il ragazzo dice:
“Se incontri Makura, dille che scoverò il nido degli uccelli brillanti e lo distruggerò”.

Tempo dopo (non importa quanto, ma Tiki sembra un po’ più adulto), incrocia il villaggio dove vive un’altra tribù, e conosce una coetanea, Petima. Superate le incomprensioni, fra i due nasce qualcosa che somiglia a un sentimento, ma Tiki non ha dimenticato la sua missione, e riparte.
Arriva in prossimità del grande cantiere in cui si sta organizzando la costruzione della prima strada transamazzonica. Vede per la prima volta una jeep, e la scambia per un animale da combattere. Intanto, il capo degli ingegneri viene sostituito. Parlava di “genocidio”, mentre il suo sostituto, un polacco, non pare avere di questi scrupoli.

Quando gli sparano contro, Tiki è convinto che i bianchi abbiano “cerbottane tanto potenti da spezzare i rami”. Viene presto catturato. Ma la sua conoscenza dell’ambiente fa sì che riesca a fuggire, a dare fuoco all’accampamento, a rapire l’ingegnere polacco. Ed è nella fuga con il prigioniero, che tutta la cultura di Tiki si rivela più utile di quella degli uomini bianchi, se si tratta di sopravvivere nella foresta amazzonica…

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5 Responses to Tiki, Berardi e Milazzo

  1. OT Rudi mi chiedo se hai mai letto qualcosa di Lauzier e, se si, mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.

    • Rudi says:

      Credo di avere letto 7-8 volumi.
      C’è stato un periodo in cui mi piaceva molto: le sceneggiature, più che il segno.
      Mi pare fosse capace di un’ironia corrosiva verso la borghesia francese, con momenti di autentica, mirabile cattiveria.

      • Pienamente d’accordo, una satira sociopolitica quasi feroce nei confronti della borghesia e non solo, non risparmia neanche la sinistra mettendo alla berlina comportamenti e stereotipi tipici di certi ambienti post sessantottini, non trascurando hippies e femministe. Purtroppo ho trovato solo edizioni degli anni settanta/ottanta che risultano inevitabilmente datate e solo in francese, il che non mi permette di cogliere tutte le sfumature. Sai mica se esiste una produzione più recente e soprattutto in italiano?

  2. Rudi says:

    Dico per scherzo a mia moglie che quando morirò dovrà incassare un sacco di soldi dalle mie collezioni…
    Ora ho guardato cosa posseggo di Lauzier, in ordine cronologico:

    Lilì Fatale 1974 Bonelli – Dargaud
    Cronache dell’isola grande 1975 Bonelli – Dargaud
    Vita vissuta 1976 Milano Libri
    La testa nel sacco 1978 Bonelli – Dargaud
    La corsa del topo 1979 Milano Libri
    Il diario di un giovane mediocre 1982 Bonelli – Dargaud
    Ritratto d’artista Francia 1992 Milano Libri

    Non vado più a fiere né frequento negozi di usato, ma temo che queste edizioni siano tutte quasi introvabili.

  3. Mi manca solo Ritratto d’artista, gli altri li ho letti tutti scaricandoli da internet, però in lingua originale. Grazie comunque.

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