«22.11.63», la serie (uno di quattro)

«22.11.63» (titolo originale alla maniera anglosassone: «11.22.63») è una miniserie televisiva in otto episodi trasmessa su Hulu (piattaforma on demand) nel 2016 e basata sull’omonimo romanzo di Stephen King. Il maestro dell’horror figura anche fra i produttori, insieme a J.J. Abrams («Lost» e «Star Wars»), Bridget Carpenter (artefice della serie) e Bryan Burk.

Il protagonista è James Franco (doppiato da Marco Vivio), che interpreta Jake Epping nel 2015 e Jake Amberson nei primi anni Sessanta. Epping insegna letteratura in una scuola del Maine e si fa convincere dall’amico Al Templeton, interpretato da Chris Cooper, a viaggiare indietro nel tempo per impedire l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy (la data del titolo rimanda al suo omicidio, a Dallas). Nella miniserie Jake, attraversando la Rabbit Hole (tana del bianconiglio), si ritrova catapultato nel 21 ottobre 1960; nel romanzo, invece, il varco temporale lo porta nel 1958.
Fra gli altri personaggi, Sadie Dunhill (Sarah Gadon), Bill Turcotte (George MacKay), Marina Oswald (Lucy Fry) e Lee Harvey Oswald, interpretato da Daniel Webber.

Nell’agosto 2011, ancora prima dell’uscita del romanzo, uscì la notizia che Jonathan Demme era interessato a produrre e dirigere un adattamento cinematografico dell’opera di King; progetto naufragato per divergenze fra i due. Le riprese sono cominciate nel giugno 2015 a Hespeler, in Ontario, e sono terminate in autunno. La regia del primo episodio è di Kevin Macdonald, Oscar per il documentario «Un giorno a settembre», e autore di film potenti come «L’ultimo Re di Scozia» e «State of Play»; nei successivi episodi si alternano dietro la macchina da presa James Kent, Fred Toye, James Strong, John Coles e lo stesso James Franco («The Truth»).

La presenza di King fra i produttori fa desumere che il prodotto televisivo sia coerente con l’ispirazione romanzesca (900 pagine ridotte a 7 ore). Dunque, si tratta di una storia che usa la fantascienza dei viaggi nel tempo per parlare di senso di colpa, peccato, redenzione, salvezza e fatalismo. È possibile cambiare il passato, intervenire col senno del poi e reindirizzarlo positivamente? La risposta di King è ambigua, lucidamente fertile: sì, è possibile, ma il passato oppone una forte resistenza a farsi manipolare.
“When you fight the past, the past fights back”… (uno di quattro, segue)

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