«22.11.63», la serie (due di quattro)

Jake Epping fa l’insegnante in un liceo e ha appena firmato le carte per il divorzio, quando un amico malato di cancro gli mostra un portale spazio-temporale che porta a un giorno di ottobre del 1960. Al Templeton ha già fatto avanti e indietro più volte, prima di ammalarsi gravemente, e si è persuaso sia possibile evitare l’assassinio di Dallas. Le regole del gioco sono semplici: ogni viaggio nel tempo, per quanto lungo, equivale a due minuti nel tempo presente, e a ogni ritorno corrisponde l’azzeramento di quanto visto e fatto nel passato.

Cosa sarebbe accaduto all’America e al mondo se JFK non fosse stato assassinato? Come tanti altri americani, Stephen King non può superare l’ossessione di quel trauma, e fin dal 1971 ha pensato di scriverne. Appare ingenua o, peggio, assurda la convinzione che un mondo in cui Kennedy non muore sia certamente migliore rispetto a quello in cui viviamo, ma ci si può sorprendere a pensare a come sarebbe stata diversa la storia d’Italia se Enrico Berlinguer non fosse morto a 62 anni…

La serie è piena di citazioni, da «La vita è meravigliosa» a «Ritorno al futuro». Sull’asse passato/futuro, si possono fare soldi azzeccando scommesse sportive inverosimili (si sa il risultato) e raddrizzare torti e ingiustizie. Ma, come detto, il passato sa come difendersi, e può usare armi brutali. “Tu non dovresti essere qui”, è la frase che ogni tanto Jake si sente rivolgere da chi percepisce la sua estraneità al contesto.

Nell’autunno 1960, dopo otto anni, Ike Eisenhower sta per lasciare il passo al suo vice, Dick Nixon, o all’enfant prodige Jack Kennedy; il lattaio rompe una bottiglia e esclama: “Oh, cavoli, guarda che ho combinato”; le automobili hanno forme assurde e colori sgargianti; i cibi sono più saporiti e genuini; gli uomini portano il cappello, molte donne cotonano i capelli e alcune cominciano ad acconciarsi “alla Jackie”; la radio trasmette «Stay (Just a Little Bit Longer)» di Maurice Williams & The Zodiacs, «Then He Kissed Me» del gruppo femminile The Crystals, il soul di Sam Cooke con «Bring It On Home To Me», «Soldier Boy» intonata dalle Shirelles.

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