Happy Trails, Quicksilver Messenger Service (Capitol, 1969)

LA PUNTINA SUL VINILE 4.

Ognuno ha avuto amici un po’ più grandi, di cui si fidava ciecamente; erano loro a farti ascoltare certa musica di cui non sospettavi nemmeno l’esistenza, spesso un po’ ostica, ma non potevi evitare di ritentare l’ascolto.

Quando l’ho scoperto, questo album (il secondo della band) era uscito da 7-8 anni, senza che i QMS si fossero avvicinati alla fama degli altri due vertici del triangolo magico di San Francisco (Grateful Dead e Jefferson Airplane). Questa band bruciò più in fretta, ma la loro qualità musicale non era inferiore a quella dei gruppi più celebrati: la psichedelia californiana non mi ha mai fatto impazzire, ma l’improvvisazione di Who Do You Love (Bo Diddley trasfigurato), trascinata dalle fenomenali, velocissime svisate di John Cipollina, era e resta favolosa.
Giri di basso e assoli di chitarra, micidiali esplosioni di energia, devono aver fatto impazzire il pubblico dei due Fillmore (East e West) dove alcuni brani furono catturati dal vivo, l’anno prima.

Cipollina è morto nel 1989, a 45 anni, per un enfisema polmonare. La formazione era composta anche da Greg Elmore (batteria), David Freiberg (basso e violino), e Gary Duncan (seconda chitarra e voce). Mi è piaciuto riascoltare Calvary e Maiden of the Cancer Moon. Ho riavvertito la sensazione di quanto sia un lusso far risuonare la musica sul giradischi.

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4 Responses to Happy Trails, Quicksilver Messenger Service (Capitol, 1969)

  1. antoniodaroma says:

    Rudi grazie solamente per averlo citato. Un capolavoro….pensavo di averlo solo io!
    Relayer è un colpo basso per un amante degli Yes come me: avevi un mare da citare! Proprio quello?
    Un abbraccio

  2. antoniodaroma says:

    ciao Rudi, meglio parlare di musica che tra politica e Inter…..solo depressione

  3. Mauro D'Alo' says:

    Happy trails è semplicemente un album epocale e seminale, da cui non si prescindere per una analisi completa della psichedelia non solo californiana.
    CALVARY era e rimane un autentico capolavoro senza tempo, con le due chitarre di Duncan e Cipollina e duellare e rincorrersi aspettando un climax finale che non arriva mai….straordinario…..

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