The World Won’t Listen, The Smiths (Rough Trade, 1987)

LA PUNTINA SUL VINILE 6.

Ritornelli incalzanti, melodie raffinate, arrangiamenti un po’ ripetitivi, a comporre una serie di brevi canzonette (18 in questo album). Una leggerezza calviniana ispirava i momenti migliori del gruppo di Steven Patrick Morrissey e Johnny Marr: Ask, There Is a Light That Never Goes Out, Panic e Bigmouth Strikes Again.

“Il mondo non vuole ascoltare” non è certo il progetto più riuscito della band di Manchester. Si tratta, piuttosto, di una serie di 45 giri, registrata nel corso di 23 mesi, all’interno di una discografia caotica e discontinua, stracolma di singoli.
Andy Rourke al basso e Mike Joyce alle batterie sono sovrastati dalla coppia di leader, autori di testi e musica e dominatori del fronte del palco.
I riff chitarristici di Marr hanno ispirato gran parte del cosiddetto brit-pop, e i doppi sensi di Morrissey non hanno ancora smesso di suscitare dibattiti.
In Ask, la voce femminile è quella di Kirsty MacColl, che ricordo insieme ai Pogues.

Fu un’esplosione luccicante quanto fatua: già alla fine di quel 1987, in piena “Smithsmania”, la band si scioglie.
La bella foto di copertina è di Jurgen Vollmer e cattura lo spirito del tempo in cui esplose il beat. Com’è noto, la band non ha mai voluto apparire in copertina ed era Morrissey a dettare la linea grafica.

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