Tutti colpevoli, ma non tutti allo stesso modo

Ho proposto un sondaggio il sui esito già dopo un paio d’ore appare scontato.
Nessuno dei primi 30 votanti ritiene che i “primi colpevoli” dello sfacelo nerazzurro siano gli allenatori che si sono succeduti all’Inter negli ultimi nove mesi.
Altrettanto ovvio che in giorni come questi si punti il bersaglio sulla dirigenza.

Naturalmente, sappiamo tutti che non ci sono innocenti. Il Mancio con i suoi mal di pancia, De Boer con le sue invenzioni tattiche e lo sconsiderato turn over in EL, adesso Pioli che da un mesetto sembra in piena confusione.
Quanto a chi va in campo, ho scritto, riscritto e ribadito di non considerare questa rosa all’altezza di quelle di Roma e Napoli, ma stare dietro al Milan e all’Atalanta grida vendetta. E come base da cui ripartire, non farei più di 6-7 nomi.

La questione societaria è intricata e difficile da comprendere. Ci sono i dirigenti inglesi volti da Thohir, manca ancora il sostituto di Bolingbroke, quale sia il ruolo effettivo di Zanetti lo sa solo lui, Gardini brilla per l’invisibilità (e ancora mi chiedo chi abbia sponsorizzato il suo ingaggio, con il suo modesto curriculum), e infine c’è Piero Ausilio.
Interista cresciuto in società, Ausilio ha dovuto barcamenarsi nella fase più tumultuosa, quella delle tre proprietà che si sono avvicendate in meno di quattro anni. Ha dovuto ingoiare bocconi amari (Kia Joraabchian è duro da deglutire) e si è prestato a svolgere un ruolo “pubblico” che va al di là delle sue mansioni. Aziendalista convinto, dà l’impressione che pur di restare all’Inter farebbe anche l’usciere, e questo lo rende simpatico, se non fosse che in quel ruolo non serve uno simpatico, e non ricordo un autentico “affare” targato Ausilio, ma solo obiettivi faticosamente raggiunti, pagando cifre vertiginose (Kondogbia e Candreva) e ottimi calciatori regalati senza incassare un euro.

Mi limito a un solo esempio. La Juve presta Zaza in Inghilterra, (Zaza, che gli ha fatto il gol decisivo per lo scudetto), e in Premier Zaza fallisce. Rapidi come cobra, i dirigenti juventini lo riprendono e lo riprestano, stavolta in Spagna, a condizioni che si sono già verificate: e infatti il Valencia paga il riscatto.
L’Inter presta Jovetic al Siviglia – società non meno ricca dell’Inter – aggratis (solo pagamento del residuo di ingaggio. Jovetic segna gol decisivi, ma ancora oggi non è detto che il Siviglia lo riscatti. E se Stefan torna a Milano con le pive nel sacco, mi chiedo chi pagherà per averlo.

Si può “odiare” la Juve, disprezzarla, lamentarsi per gli arbitraggi, ma per batterla bisogna imparare a fare ogni cosa meglio di loro.

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8 Responses to Tutti colpevoli, ma non tutti allo stesso modo

  1. willerneroblu says:

    Che la Juve storicamente abbia avuto dirigenti più capaci non è un mistero.
    Gardini sembra uno appena uscito dall’osteria a pasquetta,Ausilio…be non dico niente è meglio e Zanetti è indecifrabile,gran giocatore sicuramente mille grazie anche se il vero capitano per anni è stato Cambiasso con Samuel vice….per cui onestamente non saprei da chi ripartire,forse ci vorrebbe un direttore sportivo che abbia lavorato con i mafiosi tipo Corvino o Marino e un dirigente serio con pieni poteri che tratti i giocatori come schiavi dell’antico Egitto!!!

  2. Il pesce puzza dalla testa.
    Io a Zanetti voglio bene, ma temo sia emblematico che ad ogni intervista citi Cuper e rivanghi quella stagione lì.
    La stagione del 5 maggio è una pagina da cancellare, da vergognarsi, da fare del negazionismo.
    Forse gli juventini parlano del diluvio di Perugia e del gol di Calori? Il Milan rivanga Istanbul?
    I vincenti celebrano le vittorie e dimenticano le sconfitte. È sintomatico, davvero.
    E la storia trita e ritrita che si è allenato il giorno del matrimonio…ormai sembra un paradigma, e si ripete che Icardi è il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad andarsene.
    “Professionista esemplare”: ma qui mica siamo ad eleggere l’impiegato del mese, siamo a dover vincere trofei. Nainggolan fuma, pare stanotte gli abbiano ritirato la patente, ma è uno che gioca per vincere, che fa il calciatore perché ha un demone dentro, altro che professionista esemplare.
    Questa mentalità ci manca in tutto: nel rapporto coi media, nella struttura societaria, nel mercato, nello spogliatoio, in campo.

    • Concordo.
      Molti giocatori che abbiamo in rosa avrebbero sicueramente un rendimento diverso se in campo ci fossero quei 3-4 leader che li spronerebbero e all’occorrenza li richiamerebbero all’ordine.
      A questa squadra mancano, in questo Mancini aveva ragione cercando Tourè. Il problema di Tourè era l’accoppiata costo/età che per l’epoca era proibitivo.
      Ecco perchè io spererei più di vedere il prossimo anno Naingollan che Sachez, più un Sergio Ramos che un De Vrij. Il secondo è impossibile che arrivi, per il primo una candela già l’ho accesa…

  3. È stato illuminante il commento di Francesco nel post calcistico di ieri.
    L’esempio non è la juve. È il Napoli. Loro innanzi tutto hanno un fiuto pazzesco per la scelta degli attaccanti, e lo stavano confermando anche con Milik prima del grave infortunio. Ecco perchè non boccerò mai Icardi, sapendo che era nel loro mirino di mercato. Per dire, noi volevamo sostituire Eto’o con Forlan, il quale veniva da un ottimo curriculum ma chissà perchè all’Inter ha trovato più interessante impiegare il suo tempo a giocare a tennis.
    Gira in rete un video che mostra i tre gol segnati alla Lazio con l’azione che parte quasi un minuto prima. Ognuno di quei tre gol è “preparato” con una manovra tranquilla e allo stesso tempo irresistibile, mantenendo senza interruzione il possesso della palla.
    Merito dell’allenatore certo -e Sarri è davvero bravo-, così come non credo che ci sia una qualità tecnica superiore all’Inter per avere una simile organizzazione. Ma soprattutto è merito della società che ha sempre messo il tecnico nelle condizioni di lavorare al meglio.
    Possibile che non riusciamo ad arrivare come società al livello del Napoli? Non per vincere lo scudetto, perchè si sa quello è in questi anni un affare esclusivo dei ‘ndranghetisti, ma per essere stabilmente tra le prime tre, fare bella figura in Champions, ecc.

    • francesco says:

      grazie per l’illuminante. ma permettimi di correggerti: è solo rappresentazione dell’evidenza. e stasera poi mi girano le palle a pensare che ci possa essere un secondo triplete in Italia…..

  4. Ma certo che ovunque guardiamo troviamo gente più capace: la Juventus, il Napoli, la Roma, quasi quasi invidio anche l’accoppiata Lotito-Tare.
    Ma quando parlavamo del modello Napoli c’era chi diceva che noi siamo l’Inter e gli anni di transizione con Aronica e company non sarebbero stati dignitosi per il nostro blasone.
    Ma ricordiamo sempre e sopratutto della Juventus di Blanc e Secco, di Ferrara e Delneri, Krasic, Diego ed Elia. Dei Chiellini e Marchisio depressi, del Bonucci che stava per essere bruciato.
    Con un simbolo carismatico come Nedved, due dirigenti capaci come Marotta-Paratici, una proprietà presente e un allenatore con le palle (Conte) hanno individuato 4-5 giocatori chiave (Pirlo, Vidal, Lichsteiner, Vucinic, per una spesa complessiva inferiore a quelle per J. Mario) e hanno cambiato tutto, dal giorno alla notte.

  5. pgkappa says:

    infatti zanetti nn è carismatico e ausilio e gardini nn sono abbastanza capaci.
    ad ausilio preferisco tuttora branca.

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