«22.11.63», la serie (tre di quattro)

Fra fatalismo e ineluttabilità, in quel passato ancora recente e tuttavia concluso prima che lui nascesse, Jake Epping/Amberson non ha solo una missione da compiere. Lo muove anche una speranza più intima: ritrovare il filo di una felicità che nel presente non riesce più a mettere a fuoco. Del resto, la Rabbit Hole si schiude sui Favolosi Sixties, anni che sono diventati un mito: il decennio più ammaliante nella storia, per quanto tragico (negli Stati Uniti, innanzitutto).

Dovendo trovarsi un lavoro, Jake sceglie di fare quel che sa: l’insegnante. Il paese, Jodie, non è distante da Dallas. Jake è inconsapevole del livello di razzismo che si respira in Texas nel 1960.
Due anni dopo, in quella scuola viene assunta come bibliotecaria Sadie Dunhill, la bionda che Jake aveva già intravisto a Dallas. Nel frattempo, Sadie sta divorziando.

Come Benigni e Troisi («Non ci resta che piangere»), Jake può citare cose che solo lui sa: canzoni dei Beatles, scene da «Il Padrino». Quando il legame con Sadie si consolida, Jake si trova di fronte al dilemma: mantenere il segreto sulla sua “missione” o dirle la verità. Sembra deciso a rivelarle tutto, quando riceve un messaggio ricattatorio che attribuisce alla CIA. Invece, è del marito di Sadie, Johnny Claiton, che non intende concederle il divorzio. Intanto, Bill si invaghisce di Marina Oswald (interpretata da Cherry Jones): la moglie di Lee Harvey.

Non si può essere certi del fatto che per Jake salvare JFK sia più importante che essere felici con Sadie. Diventa chiaro che se non le dice la verità, la perde, ma se le dice la verità mette a rischio gli sforzi di tre anni… “Se ti avvicinerai troppo a qualcuno, scorderai il motivo per cui sei arrivato”, aveva detto Al a Jake. Che con grande dolore sceglie la missione. Ma non può sottrarsi al correre in soccorso della donna, quando il marito la picchia e la sfigura, e poi la tiene sotto la minaccia di una pistola.
Johnny Claiton è un sadico pervertito, il pubblico vuole che Jake lo uccida e possa tornare alla sua missione. Con Stephen King di mezzo, poteva mancare una scena splatter? Sadie non muore, ma resta segnata. Ora, dirle la verità è necessario… (tre di quattro)

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...