La sonata a Kreutzer, primi appunti

Lev Tolstoj scrive questo romanzo breve nel 1889. E sa bene come catturare l’attenzione del lettore.

Nel corso di un lungo viaggio in treno, il narratore descrive brevemente gli altri passeggeri che si alternano nella sua carrozza e frammenti di dialoghi. Finché un anziano mercante teorizza che l’unico matrimonio sensato e destinato al successo è quello in cui la moglie ubbidisce ciecamente al marito. Molti matrimoni falliscono oggigiorno, sostiene il mercante, perché “sono tutti troppo istruiti”. Le repliche degli altri passeggeri e in particolare di una puntigliosa signora non scalfiscono le convinzioni dell’uomo, che poi scende dal treno, ma la conversazione riprende e si focalizza sul sentimento dell’amore, sul suo significato, la sua sincerità, la sua durata. Ed ecco che un passeggero si mostra agitato, nervoso e dichiaratamente scettico: per lui l’amore, inteso come la preferenza assoluta accordata a una sola persona, non dura mai tutta la vita, ma solo per un breve intervallo di tempo.

Quel passeggero si presenta. Si chiama Pòzdnyshev, il suo nome è assai noto perché ha ucciso la moglie. È ancora giovane, ma ha i capelli grigi.
Alcuni chiedono al controllore di cambiare carrozza, ma il narratore si fa raccontare come sono andate le cose. Raccoglie una confessione. “Al buio non riuscivo a distinguere il suo viso, ma ascoltavo, con il rumore del treno, la sua voce sincera e grave a un tempo”.

L’uxoricida è di famiglia assai benestante, aveva vaste terre di proprietà, si era laureato e fino ai trent’anni aveva condotto una vita dissoluta, fra bordelli, relazioni a pagamento e cure per la sifilide. Poi aveva conosciuto una donna. “All’improvviso decisi che doveva essere lei quella che cercavo. Mi sembrava che quella sera ella pensasse e capisse tutto ciò che io stesso pensavo e sentivo, e mi sembrava di pensare e sentire le cose più sublimi. La vera realtà era questa: ella stava benissimo in quell’abito di jersey e con quei riccioli e, dopo essere stato con lei tutta la giornata, desideravo starle più vicino”.
Ecco, l’amore si scambia con il desiderio. “È straordinario come di solito ci illudiamo che la bellezza non possa essere disgiunta dalla bontà”. – segue –

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4 Responses to La sonata a Kreutzer, primi appunti

  1. sunny70blog says:

    Magnifico. Letto e amato anni fa, in un’età in cui i sentimenti sono un groviglio e certe passioni le provi per la prima volta. Ricordo pagine intense, uomini e donne che la religiosità dell’autore (forse) non assolve dal peccato ma ne comprende i tormenti e li descrive nel profondo. Avevo letto un’ edizione pubblicata dall’Unità, così mi pare…

  2. pgkappa says:

    Complimenti Rudi. Kreutzer e Ilic due capolavori da rileggere. si vola alto e così evitiamo di parlare di politica e di calcio. Ho iniziato the night of dopo aver letto le tue recensioni.

  3. willerneroblu says:

    Be la ragazza della foto è brava,intelligente,giudiziosa,generosa,gentile,ecredo anche interista….

  4. Pingback: La sonata a Kreutzer, Lev Tolstoj | RUDI

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