Sunrise, Terje Rypdal – Miroslav Vitous – Jack DeJohnette (ECM, 1979)

LA PUNTINA SUL VINILE 13.

Un norvegese, Terje Rypdal, un cecoslovacco, Miroslav Vitous. e un afroamericano, Jack DeJohnette, nel giugno 1978 registrano questo album presso i Talent Studios di Oslo.

In realtà, l’album non ha titolo (Sunrise è quello del primo dei sei brani), in copertina ci sono solo i nomi dei tre musicisti e una delle solite, fuggevoli fotografie che fondano l’identità dei prodotti ECM, sotto il segno del deus ex machina, Manfred Eicher.
Il fotografo si chiama Dieter Rehm, sul retro di copertina sta un’altra immagine, i tre seduti su un marciapiede avvolti dalla luce ripida di un’alba o di un tramonto (li fotografa Roberto Masotti).

Sono sei composizioni, per 42 minuti complessivi: le prime due firmate da Rypdal (che suona chitarre, tastiere e sintetizzatore), poi due di Vitous (basso e piano elettrico; il praghese è fra i fondatori dei Weather Report) e le ultime dall’intero terzetto (formidabile batterista che nasce pianista, DeJohnette evolve sotto l’influenza di John Coltrane e Miles Davis).

È musica di sconfinata raffinatezza, conduce in luoghi mai visitati e solo immaginati. Cresce ad ogni ascolto. Il problema, semmai, è incrociarla con uno stato d’animo all’altezza.

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