La sonata a Kreutzer, Lev Tolstoj

QUI e QUI

L’uxoricida viveva a Mosca in una grande casa, ed è lì che compì il suo delitto. Uccise la moglie con “un pugnale ricurvo di Damasco molto affilato ancora mai usato”. Quella notte, “quanto più mi abbandonavo alla cieca collera, tanto più la coscienza mi si schiariva”. Viene arrestato e passa undici mesi in prigione, ma già il terzo giorno, al cimitero, ha pienamente compreso l’enormità di quel che ha fatto.

La vicenda si svolge compiutamente durante un viaggio in treno, il lettore raccoglie il lucido delirio dell’assassino. Il sentimento dell’amore è solo una costruzione nata dal bisogno di ammantare di bellezza e di virtù qualcosa che in realtà è bestiale e violento: il desiderio sessuale, soprattutto se disgiunto dal fine riproduttivo, spinge l’uomo verso uno smodato desiderio di possesso. Gli uomini valutano le donne come oggetti per soddisfare le proprie voglie, e le donne si lasciano guardare, desiderose di essere scelte; le donne sono schiave dei desideri degli uomini, ma allo stesso tempo dominano gli uomini, poiché possono eccitare gli istinti maschili, soddisfarli o respingerli a seconda delle esigenze.

A Tolstoj non interessa chiarire se il tradimento avvenne oppure no; certo, la visita ad una donna sposata in piena notte nella Russia di fine Ottocento, e l’evidente intesa tra lei ed il musicista, con la sua educazione libertina nei salotti parigini, generano il sospetto sulla natura del loro rapporto.

Tradotto da Riccardo Rossi. La critica letteraria riservò alla «Sonata» un’accoglienza negativa, infastidita dalla tematica scabrosa. Per la pubblicazione, si rese necessaria l’intercessione dello stesso zar Alessandro III, il quale fornì il “nulla osta” grazie all’influenza della moglie di Tolstoj, Sonja. La quale fornì al marito l’ispirazione di partenza, con l’infatuazione per un musicista ospitato nella casa di Tolstoj.

 

Advertisements

3 Responses to La sonata a Kreutzer, Lev Tolstoj

  1. sunny70blog says:

    Recensione molto affascinante. Colpisce, nel racconto, il potere della musica che non è salvifica ma arriva dritta alle passioni più inconfessabili e scardina convenzioni e regole. Per fortuna, siamo fatti della stessa materia dei sogni… l’antidoto perfetto e naturale al nostro lato più crudele.

  2. Mi hai fatto venir voglia di rileggere sia la sonata sia i diari di Sophia Tolstojeva. Grazie

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...