More, Pink Floyd (Columbia, 1969)

Un lungo cinguettio apre il sipario su Cirrus Minor, la prima e la più intensa delle tredici tracce che compongono il terzo album dei Pink Floyd, il secondo senza Syd Barrett, il primo pensato come colonna sonora.

Ho lungamente inseguito e mai visto il film di Barbet Schroeder con Mimsy Farmer, e mi sono limitato a immaginarne la trama, con questi suoni e con l’allucinata copertina dello studio Hipgnosis. Anche se il mistero circondava quella pellicola, sapevamo si sviluppasse fra Parigi e Ibiza, e che si trattava di una storia d’amore, di droga e di morte.

Il lato A è più godibile e immediato, grazie alla forma-canzone che la band non aveva ancora abbandonato, dopo la serie di 45 giri poi raccolti in Masters of Rock e Relics; nei 45 giri, il quartetto non fa che oscillare fra beat e psichedelia, e in questo caso gli episodi più convincenti hanno per titolo Cymbaline e Green Is the Colour (spesso nelle scalette dei concerti, conservati in numerosi bootleg).

L’ultimo arrivato, David Gilmour, si impone come prima voce solista e ricorda che incisero tutto in otto giorni. La mia sensazione è che il sound del gruppo fosse allora dominato dalle tastiere di Richard Wright, che alternava Farfisa e Hammond, pianoforte e vibrafono, ricavandone sogni e incubi, ombre e luci, libertà e psicosi.

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One Response to More, Pink Floyd (Columbia, 1969)

  1. Mauro D'Alo' says:

    Anch’io ho riascoltato di recente More, l’ho indubbiamente rivalutato, anche alla luce degli album successivi dove il suono è radicalmente cambiato in qualcosa di completamente diverso.
    Per quanto riguarda i PINK FLOYD ecco io sono uno di quelli che amano Syd Barrett e il suo mondo favoloso fino alla follia e quindi penso che THE PIPER AT THE GATES OF DAWN sia qualcosa di molto vicino al paradiso, perso come è nei labirinti magici della mente malata di Syd, fra gnomi diavoli e viaggi interstellari, e mai e poi mai, nonostante i tanti notevoli album sfornati in seguito, riusciranno i restanti Floyd ad eguagliarne la bellezza e la magia

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