A vos desirs, Gwendal (Pathé, 1976)

LA PUNTINA SUL VINILE 17.

Francesi di area celtica, i Gwendal appartengono a quel periodo della mia vita in cui ogni estate speravo di partire per la Bretagna o l’Irlanda (la prima l’avrei visitata solo nell’85, la seconda mai).

Ballate senza canto, titoli un po’ in inglese, un po’ in francese, un po’ in gaelico (Cam’ye ower frae France, da un tradizionale del XVIII secolo), mi sembra che i Gwendal debbano aver lungamente ascoltato Jan Anderson e i Jethro Tull, e anche i Focus di Jan Akkermann.
Non mancano le inflessioni canterburyane e medievaleggianti, soprattutto nella suite (Mon joli scooter) che occupa l’intero lato B, quando il sax si sostituisce spesso al flauto (Youenn LeBerre li suonava entrambi, oltre alle cornamuse), e il ritmo si fa inebriante.

Della band facevano parte anche Bruno Barré (violino), Jean-Marie Renard (chitarre), Roger Schaub (basso), Ricky Caust (chitarra e mandolino) e Arnaud Rogers (batteria): una strumentazione eclettica, fra il rock e la tradizione.

Questo era il loro terzo album. Fra i motivi per cui lo comprai, la copertina fantasy del grande Enki Bilal.

Advertisements

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...