Milano sta al calcio come la sinistra sta all’Italia: con le rispettive classi dirigenti, da anni si prova pena o ci si rende ridicoli.

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31 Responses to Milano sta al calcio come la sinistra sta all’Italia: con le rispettive classi dirigenti, da anni si prova pena o ci si rende ridicoli.

  1. willerneroblu says:

    Esatto Rudi considerando poi che a Roma non vogliono far sfilare la Brigata Ebraica e magari invece portano un bel gruppo di profughi come coreografia e che il concerto del Primo Maggio di per se detestabile lo presenta Clementino la dice tutta sulla sinistra!!!!!

  2. Comunque io sono già depresso se tu mi accomuna al bilan, non fai che peggiorare il mio umore. Noi non siamo Milano, noi siamo altro, siamo molto altro. Mi ritengo offeso.

    • denny says:

      Infatti! Una cosa che mi irrita moltissimo è sentire tifosi di altre squadre parlare di “Juventus Milan Inter” tutto insieme come se fossero una specie di entità indivisibile io con quelli là non voglio avere niente a che fare (detto questo, mi sa che neanche il Milan vuole fare l’Europa League …)

  3. So che non è così, ma mi piace pensare che Rudi abbia sviluppato il concetto che ho espresso nell’altro post circa il modello rappresentato dal Napoli.
    Altro che guardare alla juve, non siamo nemmeno capaci della stessa organizzazione, della stessa unità, della stessa capacità di valorizzare talenti, che si respira dalle parti del Vesuvio.
    Non so perchè, forse perchè sono un irrecuperabile terrone, ma ho sempre visto come un piccolo handicap per l’Inter il fatto di essere una squadra di Milano.
    E se spostassimo la sede sociale in un’altra città?… scherzo, ma nemmeno troppo

  4. sunny70blog says:

    Concordo anche con le virgole del post. Mi chiedo ora in cosa si tradurrà il nuovo corso cinese per le due squadre milanesi (una, soprattutto). Se la passione di Mr Zhang per il calcio si ferma al fatturato e si limita a cambi di panchina ed a qualche nuovo – e temo – inutile acquisto, siamo fritti. Se entra, con la forza della ragione e del sentimento, nei meandri oscuri della società per dare una sana regolata a tutti, forse potremo tornare a sperare. Per la Sinistra, non vedo lumi all’orizzonte. Civati continua a invocare un unico gruppo unito da chissà cosa. Eppure, ci sarebbero il welfare, la solidarietà sociale… studiate, studiate Mèlenchon.

    • antonior66 says:

      Melenchon? Quello che è arrivato quarto? Quello che si è dimenticato di fare endorsement per Macron? Perché ovviamente Le Pen o Macron pari sono.
      Sull’Inter, mancano le basi. Mancano i leader in campo. Il film di Pioli mi ricorda tanto quello di Ranieri. Una parte centrale di fuoco, e poi, alla prima sconfitta, uno scioglimento generale. E l’impero del male che si appresta a vivere la miglior stagione della propria storia.

      • Interator says:

        Non solo Ranieri. Stesso discorso con Stramaccioni e Mancini. Filotto seguito da un crollo.
        Ma il peggio è che: 1) non si intravedono prospettive all’orizzonte, viviamo in un nastro di Moebius: per quanto cambino i percorsi, si ritorna inspiegabilmente ed inesorabilmente al punto di partenza; 2) la Morte Nera diventa sempre più competitiva anno dopo anno, e nulla sembra poterla fermare.

        Le soluzioni sono due: o la “disperazione” (in senso lato, ovvio), o prendere consapevolezza del fatto che siamo tifosi ma che tutto questo non dipende da noi, quindi rodermi il fegato per le decisioni sbagliate (o troppo azzeccate, come nel caso dei gobbi) di altri è sensato fino ad un certo punto.

      • Rudi says:

        capisco, Antonio, il tuo bisogno di girare pagina, ma fai pur sempre parte della “famiglia” che ci ha regalato Hollande…

      • antonior66 says:

        Quindi, dopo tanti anni siamo tornati al socialfascismo della terza internazionale. Però, poi, glio accordi con Hitler li fecero i bolscevichi puri e duri.

      • Io capisco, a sinistra, chi si tura il naso e appoggia Macron. Come ho capito chi ha appoggiato Clinton contro Trump, come capirei chi potesse addirittura arrivare ad appoggiare Grillo per scongiurare Salvini.
        Quella del “male minore” è una filosofia rispettabilissima.
        Non capisco perché non avere lo stesso rispetto per chi prende le distanze da entrami i mali, per chi si rifiuta di dare il proprio appoggio a chi ha detto chiaramente che peggiorerà la vita ai francesi.
        Astenersi da questa non scelta è del tutto legittimo. Oltre che politicamente corretto. È l’unica strategia possibile per potersi ripresentare come alternativa reale tra qualche anno, quando si farà la conta dei danni di Macron.

      • antonior66 says:

        Esiste sempre una pregiudiziale democratica di fondo: riconoscere i minimi denominatori comuni, il rispetto di alcuni valori fondamentali, cioè quello che in Italia una volta si chiamava arco costituzionale, e che in Francia si chiama fronte repubblicano. Per intenderci, anch’io una volta al ballottaggio non andai a votare nel mio comune, quando finirono al ballottaggio il candidato della Lega contro quello di Alleanza Nazionale. In quel caso non riconobbi in nessuno dei due i requisiti minimi di compatibilità. Ma non riconoscere in Macron tali requisiti minimi, a me sembra un errore. Poi, ovviamente, anche la mia è una valutazione politica, opinabile come tutte le valutazioni politiche. PS: dovessi scegliere tra B e Grillo (o uno dei suoi avatar), o tra Salvini e Grillo, questo sì, mi farebbe pensare seriamente all’astensione.

    • Hai centrato il punto. Per qualcuno Macron non ha i requisiti minimi. Uno che vuole privatizzare tutto e smantellare i diritti dei lavoratori il mio appoggio non lo avrà mai, neanche se l’alternativa è Hitler. Quel giorno me ne vado al mare, verranno a prendermi lì gli uni o gli altri carnefici.

      • francesco says:

        Berlusconi è meglio di salvini

        Lui almeno non è per la licenza di sparare alle spalle impunemente alle persone

      • francesco says:

        Macron propone il genocidio degli ebrei? Non me ne ero accorto

      • francesco says:

        A radio 24 il grillino mandara’ ha appena difeso il nazismo e dichiarato che non sono dimostrati i 6 milioni di ebrei morti

      • Dai, Francesco, non far finta di non capire le provocazioni. Che un liberale centrista sia meno peggio di una fascista xenofoba è lampante, ma mi sembra del tutto legittimo che una persona di sinistra possa rifiutare di prendere una posizione.

        Poi che il m5s abbia calamitato una serie infinita di idioti e mentecatti mi sembra una roba risaputa, ma che c’entra col discorso?

      • francesco says:

        io non so se tu provochi o meno. ma mi sto accorgendo sempre di più che libertà e democrazia non interessano più. anzi, danno quasi fastidio. i cinquestelle c’entrano, perchè sarò noioso, noiosissimo, ma mentre qui tanti di noi ricordano il 25 aprile, il probabilissimo prossimo presidente del consiglio ha detto che il 25 aprile è la festa dell’ipocrisia. con una alzata di spalle generale. nel 1994 Bossi, il razzista Bossi, partecipò al corteo del 25 aprile. qui non solo si sono viste bandiere pentastellate, ma si è detto che quello di quest’anno sarà l’ultimo 25 aprile. reporter sans frontiere parla di giornalisti messi all’indice e anche qui alzata di spalle generale. il FQ scrive articoli omofobi e pieni di vergognosi ingiurie verso Macron e nel contempo afferma che la Le Pen è una politica del popolo e non della casta (lei che ha ereditato il partito dal padre). e via con l’alzata di spalle generale. ma il problema non è quello, il problema sappiamo qual’è no?

      • antonior66 says:

        Infatti, quoto Francesco. I diritti degli operai, come se Macron fosse un negriero dell’800, come se la colpa della crisi e della globalizzazione fosse di chi si trova a gestirla, e non delle cause che, volenti o nolenti, sono indipendenti dalla politica, valgono un tale imbarbarimento di valori, che questa destra volgare ed incompetente porta con sè?

      • Facciamo sempre i soliti discorsi. C’è un nodo centrale che non si scioglierà mai: quella che per voi è una specie di soluzione, per me è part del problema.
        La politica che per voi è ancora di salvezza contro populismi, fascismi, destre xenofobe per me ne è una delle cause, o comunque è altra benzina sul fuoco.
        Certo che la colpa di tutto è la globalizzazione, e certo che è un processo irreversibile, ahinoi. Ma se la politica ha un senso di esistere sta tutto nel frenare e ammortizzare certi fenomeni, o almeno nel provarci. Non andarci incontro col sorriso sulle labbra, tappeto rosso e “prego, si accomodi. Mi sono permesso di avvantaggiarmi e toglierle qualche incombenza, ho smantellato lo statuto dei lavoratori”.
        La globalizzazione è come un terremoto. Che politica è andar lì con le ruspe e tirar giù tutto perché tanto non è che il terremoto lo fermi? Certo che non lo fermi, ma provi a contenerlo.
        Se vengono a buttarti giù la casa col sorriso poi tu ti guardi intorno e ti appoggi al primo folle che dice di voler proteggere casa tua.
        Alla fine del governo Macron la Le Pen (o chi per lei) avrà un consenso alle stelle, gli anni di Obama hanno esasperato la gente al punto di scegliere Trump (ripeto, TRUMP!), da noi Grillo e Salvini sono in salita.
        Ma insomma, che se le faccia due domande il fronte del “meno peggio”. Ogni giorno di governo Macron porterà forza e consenso ai populismi.
        Io se fossi francese non andrei a votare, sperando che migliaia e migliaia di persone facciano come me. Né con la destra estrema, né coi damerini; è l’unico modo per mantenere viva una fiammella di alternativa.

      • francesco says:

        Che poi vi risulta che trump o i vari destri siano dalla parte degli operai o degli ultimi? Ma i giornali li leggete?

      • Ha incentrato tutta la campagna elettorale sul riportare le produzioni in usa e creare lavoro. Che poi fossero solo parole di un cialtrone è in linea col personaggio

      • francesco says:

        Ah ecco…. quindi il problema è renzimmerda e macron frocio con la vecchiazza….. e nel frattempo se scatena la terza guerra mondiale chi se ne fotte….. era un cialtrone, si sapeva…..

        Comunque oggi michele serra su repubblica ha copiato il mio pensiero….

      • Caspita, sulla politica internazionale Trump si è rimangiato tutto quello che aveva detto sulla volontà di una distensione. E sta portando avanti punto punto l’imperialismo avviato dai bombardamenti di Obama e promesso dalla Clinton.
        Dovreste essere contenti. Io dovrei essere dispiaciuto, e lo sono, che mi ero illuso che fosse un cialtrone che avrebbe pensato solo a fare favori agli amici industriali, invece che bombardare come i dem.

      • antonior66 says:

        Molto interessante, di qui al ballottaggio francese, il dibattito dalle parti di Mélenchon: compresi i melencionisti nostrani. Chissà se l’odio per il “mercatismo”, del quale Macron sarebbe l’ultima infame configurazione, risulterà almeno pari alla paura del fascismo.
        Il problema è che per la sinistra più di sinistra conta, nelle vicende umane, solo l’economia (credendo di ragionare come Marx, ragionano come Wall Street). E dunque tutto il resto – i diritti, il razzismo, la democrazia, l’Europa, la lotta al terrorismo, l’assetto complessivo dei valori e dei sentimenti che formano una comunità _ è quasi puro arredamento. Così per parecchi melencionisti, si spera non tutti, l’enornme differenza politica tra i due schieramenti perde molto del suo interesse, perchè la sola cosa che conta è che Macron è “l’uomo delle banche”, e il populismo ingrassa per colpa di quelli come lui. Dunque o si intercetta il populismo facendolo diventare buono e democratico, portando Melenchon all’Eliseo, Oppure, sconfitto Mélenchon, si assiste in disparte, con un sorrisetto di superiorità e di disprezzo, a una disputa politica (quella tra la Francia repubblicana e il suo contrario) che solo i cretini possono considerare rilevante.
        Michele Serra

      • (E comunque avevo deciso di non entrare più in certe polemiche, visto che evidentemente il nodo non si scioglie. Solamente che l’Inter mi lascia talmente senza parole che ho dovuto parlare d’altro)

      • Mah lo sguardo di superiorità, come sempre, mi sembra che ce l’abbia Serra.
        E trasuda bile, bile nei confronti di chi si rifiuta di piegarsi bipolarismo liberal contro populismo, mantenendo aperta una terza via.
        Nessuno critica chi appoggia Macron, ci mancherebbe, ma dall’altra parte percepisco intolleranza verso chi osa rifiutarsi di aderire a questo diktat. Tutta sta difesa della libertà, della democrazia e poi si mette in croce chi dice che Macron fa cagare e non lo appoggerebbe mai?

  5. E viene voglia di sperare che ci sia dietro un complotto, un fallimento premeditato, che una tale incompetenza non è accettabile.

  6. antonior66 says:

    Holland? I francesi, temo, potrebbero rimpiangerlo.

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