Mekanik Dekstruktiv Kommandoh, Magma (A&M, 1973)

LA PUNTINA SUL VINILE 19.

Presto maturai la sensazione che Christian Vander, Klaus Blasquiz, Jannick Top e soci avessero trovato il modo per apparire intelligentissimi, sofisticatissimi e progressivissimi, con questa storia del pianeta Kobaia e della colonia terrestre che vi si era insediata, mantenendo complicati rapporti con chi era rimasto sulla Terra.

Del resto, i testi sono volutamente incomprensibili e ipnotici, recitati come un mantra, su un tappeto elettro-acustico, con voci acutissime, strilli e lamenti, solennità da marcia funebre, ritmi tribali e litanie da setta segreta… Mi ha fatto pensare ai «Carmina Burana» di Carl Orff e, per immediata estensione, alle saghe di Excalibur e del Conan cimmeriano.

Questo è il terzo album della band, sette tracce prodotte da Giorgio Gomelsky, con i cori che assumono un ruolo essenziale.
Mi piaceva la grafica e per motivi insondabili (forse perché nella mia discografia gli unici francesi erano Brassens e Brel), restai affascinato dai Magma fino a comprare anche il capitolo successivo, Kohntarkosz. E per altri motivi insondabili, ieri sera ho riascoltato il disco due volte di fila, senza riuscire a staccarmene.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...