Gramsci sugli indifferenti, la citazione integrale di cent’anni fa

Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che «vivere vuol dire essere partigiani». Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?

Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.

Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

La Città Futura, 11 febbraio 1917

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8 Responses to Gramsci sugli indifferenti, la citazione integrale di cent’anni fa

  1. sunny70blog says:

    E’ il brano ideale per questa giornata. Raccontiamo anche ai bambini cosa è successo il 25 aprile, il sacrificio di chi ha combattuto il tiranno e le colpe di chi ha visto e si è girato dall’altra parte, pensando non lo riguardasse. Raccontiamogli che se segui un’idea di libertà hai un prezzo da pagare, che puoi restare solo, ma che ne vale comunque sempre la pena, perchè è la cosa giusta da fare.

    • Rudi says:

      Paradossalmente, proprio le polemiche possono rinvigorire questa data.
      Un po’ come accadde nel ’94 con Berlusconi.
      Non è di liturgiche celebrazioni istituzionali che il 25 Aprile ha bisogno.

  2. francesco says:

    Molti dubbi nella vita ma non sul 25 aprile

    I buoni erano i partigiani, i cattivi gli altri

    • willerneroblu says:

      Assolutamente si però è anche vero che una buona parte rimase,appunto,indifferente!!!

    • Sicuramente.
      Oggi mi risulta un po’ più difficile capire chi siano i buoni o i cattivi. O meglio, se ci siano dei buoni.

      • willerneroblu says:

        Qua stiamo parlando di una data che dovrebbe essere celebrata con tutti gli onori con mega parate militari ove si possa rendere omaggio a chi ha dato la vita perche vorrei ricordare che per arrivare al 25 aprile migliaia di persone sono morte combattendo e non con la bandiera della pace al collo!!!!!!Invece mi tocca vedere i sinistroidi con i palestinesi contro la Brigata Ebraica con in tasca volantini inneggianti al salvataggio dei musulmani?????Visti in Porta venezia oggi pomeriggio!!!!
        Sono quasi più seri quelli che rendono omaggio agli sconfitti,nella loro follia riescono a tenere alto il ricordo dei loro caduti in maniera più convinta!!!!!!

      • francesco says:

        Con israele senza se e senza ma. Sempre!

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