Renzi sempre più simile a Pirro

Domani i gazebo stabiliranno se il Pd è diventato il Partito di Renzi, come molti pensano, o rimane un contenitore attraversato da culture diverse.
Dipende dalle dimensioni della vittoria di Renzi e, ancora prima, dalle dimensioni della partecipazione al voto.

Non so su quali basi gli analisti facciano previsioni, ma sarei stupito se i gazebo restassero semivuoti (un milione di votanti) e ancor di più se vi fossero lunghe code (oltre due milioni). Questo congresso non ha emozionato nessuno, si è rivelato per quello che molti avevano previsto: l’occasione necessaria a Renzi per risalire in sella dopo la caduta del 4 Dicembre.
Ma nemmeno i più ostili a Renzi (io sono fra gli ostili, ma ne conosco di molto più ostili che stanno ancora nel Pd) potevano prevedere un congresso così moscio, privo di pathos, incapace di suscitare dibattito pubblico.
Il 2 marzo proponevo un instant poll ai frequentatori di questo blog: ne ricopio le risposte, e chiedo di fare nuove previsioni sull’afflusso e sul voto a Renzi nella giornata di domani…

I tre candidati si possono riassumere così.

Emiliano: con Renzi leader si perde, questo partito non ha più niente di sinistra, ci votano i ricchi e non ci votano i poveri, maledizione a quelli che se ne sono andati, altrimenti avrei potuto rappresentare un’alternativa.

Orlando: con Renzi leader si perde, l’avessi saputo prima non avrei fatto il ministro di Renzi per mille giorni, ma se adesso ottengo un buon risultato magari Matteo la smette di ascoltare solo il Giglio Magico e di comandarci a bacchetta.

Renzi: il 4 Dicembre avevo ragione io ma gli italiani non mi hanno capito, le bandiere rosse e i pugni chiusi sono reperti del passato, proverò a copiare Macron per battere i 5 stelle e fare le larghe intese con Berlusconi.

Al netto della caricatura sintetica, la mia opinione è che Renzi per primo avrebbe bisogno di primarie con una larga partecipazione e con un buon successo dei suoi due antagonisti. Non so se lo capisce, ma stravincere apre solo la strada a nuove scissioni, e alla definitiva certificazione dell’esistenza del Partito di Renzi.

In tutto questo, che lo sbiadito presidente del consiglio senta il bisogno di appoggiare esplicitamente chi l’ha insediato a Palazzo Chigi, fa solo capire che non siamo di fronte a dei geni della politica. Non sarà Gentiloni il premier dopo le elezioni del 2018.

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10 Responses to Renzi sempre più simile a Pirro

  1. francesco says:

    quindi fammi capire, se vince di poco è meglio, se stravince è peggio? ma se vince di poco saranno tutti a dire che è finito…..

    • Concordo. Comunque chi avversa Renzi trova ogni elemento come chiave di lettura negativa: abbiamo il proporzionale PD + Sinistra non arrivano al 40%, M5S non si allea con nessuno, dunque con chi ci si può alleare per formare un governo? Dire che Renzi vuole allearsi con Berlusconi è patetico. Mi chiedo come si forma un governo se non si ottiene una maggioranza. Illuminatemi!

      • antonior66 says:

        Il governo? Che osservazione banale! Cosa vuoi che importi del governo a chi sa fare solo opposizione!

  2. sunny70blog says:

    Renzi ha fatto una “campagna silenziosa” (l’ha detto lui); sul blog personale non c’è una riga sulle primarie… non conta se andranno al voto un milione e mezzo di “simpatizzanti”, come auspicava poco tempo fa, o un milione: domani nascerà il suo partito, e chi non ci sta può già accomodarsi all’uscita. Ciò che continua ad angustiarmi è la mancanza a Sinistra di una figura credibile ed autorevole, come per l’Inter…

  3. Rudi says:

    Antonio, prima o poi avremo la fortuna di vedere come sa fare l’opposizione il Pd. Se nemmeno un post come questo, pacato e senza il minimo livore, vi stimola repliche come queste, mi dispiace. Siete fuori strada. Mi sono limitato a spiegare perché un vero leader ha tutto l’interesse a tenere dentro tutti quelli che può, anziché stravincere e spingere verso l’uscita. Scommettiamo che se Renzi supera il 60%, ci saranno altre diaspore?

    • Laura Nava says:

      Premetto: non ho né il vostro background politico, né esperienza se non locale e minima, né la forza mentale per seguire questo circo italico, in questo ultimo periodo.
      La tua, Rudi, mi sembra un’analisi molto lucida e con prospettive lungimiranti. Chiunque, anche non votando PD, non dovrebbe auspicare l’autodistruzione dei partiti avversari, ma un confronto serio e la prospettiva di alleanze non troppo eterogenee, e finalizzate al bene del paese.
      Come scriveva qui qualcuno (perdonate l’amnesia) giorni fa: non è importante il gusto nel vestire di Matteo, calato dall’alto da Jim Messina, quanto il saper trasmettere una residua speranza di contenuti.
      Il nulla vestito con una camicia bianca non porterà lontano in nessun caso. Non è meglio auspicare in confronto e partecipazione?

      E parlo da esterna, ma non da “gufo”.

  4. Duke says:

    Ma perché Emmanuel Renzi non si fa un suo partito?

  5. francesco says:

    Ok a questo punto ho deciso che vado a votare alle primarie, che era dal 2006 che non succedeva.

    Io l’italia ai populisti cerco di non lssciarla

  6. francesco says:

    1 milione e mezzo di votanti alle ore 17

    Rudi, ci azzecchi più quando scrivi di inter…..😊

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