Revisionando Twin Peaks (1)

Il 21 maggio ricomincia Twin Peaks. David Lynch ha girato una nuova serie televisiva, a oltre un quarto di secolo di distanza da quell’8 aprile 1990, due ore in prima serata, quando il network ABC mandò in onda l’episodio “pilota” di un nuovo serial televisivo scritto e diretto da Lynch, con la produzione di Mark Frost. L’impressione, prima ancora che il successo, fu enorme: seguirono 7 episodi da 45 minuti, ognuno con un regista diverso.

Da oggi, per almeno un paio di settimane, ripubblico a puntate il testo che scrissi nel 2009 quando rividi l’intera epopea.

Nella cittadina di Twin Peaks, la mattina del 24 febbraio, un uomo scopre sul greto del fiume il corpo senza vita di una ragazza nuda avvolta in un telo di plastica. È la diciassettenne Laura Palmer, ex reginetta del liceo.
La cittadina è collocata nell’estremo nord degli Stati Uniti, cinque miglia a sud della frontiera canadese; una comunità di 51.201 abitanti che si presenta tranquilla, l’ultimo delitto pare sia avvenuto due anni prima.

È da antologia del cinema la scena in cui i genitori di Laura – senza parole, in due ambienti diversi, collegati col telefono – vengono a sapere della morte della figlia.
Poco dopo viene rinvenuta un’altra ragazza in fin di vita, sadicamente torturata, e arriva a Twin Peaks l’agente Dale Cooper (Kyle MacLachlan), accanito bevitore di caffè (“nero come una notte senza luna”), fanatico di crostate di ciliegie, registra i propri pensieri su un registratore tascabile, rivolgendosi a Diane, fantasmatica segretaria. Cooper affianca lo sceriffo Harry Truman (Michael Ontkean), e l’indagine sull’omicidio di Laura Palmer porta alla luce segreti e intrighi inimmaginabili.

La scoperta del colpevole dell’orribile delitto diventa presto secondaria, quello che conta sono le sorprendenti relazioni che si innescano. Presto si arriva a concludere che tanti abbiano, a vario titolo, a che fare con l’omicidio di Laura. (1, segue)

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2 Responses to Revisionando Twin Peaks (1)

  1. Interator says:

    Nell’anno in cui l’Apocalisse sportiva sta trovando il suo compimento e che spingerebbe ad imprecare pure il più moderato dei tifosi, ti ringrazio per gli articoli su Twin Peaks. Quando nell’ottobre del 2014 uscì la notizia della terza stagione, esultai non poco e a me si unirono anche alcuni amici altrettanto “fanatici” di TP, e nonostante la lunga attesa tra timori che non ci fossero i fondi e dell’abbandono da parte di Lynch, l’entusiasmo non è mai calato.
    C’è stata un po’ di delusione per il libro di Frost, uscito qualche mese fa, per la scelta editoriale molto particolare e con alcuni contenuti in contrasto con la trama delle due stagioni.

    Ho scoperto casualmente TP nel 2008, e nonostante fossero passati già diversi anni dalla sua uscita, è stata una rivelazione. La prima stagione è un meccanismo perfetto, dove i tempi morti sono ridotti al minimo e dove la tensione rimane su massimi livelli. Ma qui sei tu a scrivere l’articolo, per cui non voglio dilungarmi ulteriormente, ma solo ringraziarti.

    Farai anche una recensione di Fire walk with me?

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