Revisionando Twin Peaks (2)

Twin Peaks è una serie televisiva tanto favolosa quanto difficile da classificare: il risultato della fusione di generi diversi, dalla detective story alla commedia, dall’horror al paranormale. Lo definirei un “thriller grottesco”, e non a caso questa produzione lynchiana si colloca fra “Velluto blu” e “Cuore selvaggio”.
Una “Peyton Place in stile kabuki sotto l’effetto di peyote”, scrisse un critico americano.

Di punto in bianco, mentre il pubblico segue le sue riflessioni sul delitto avvenuto a Twin Peaks, l’agente Cooper si chiede (parlando a Diane, cioè al registratore): “Ci sono due cose che continua o chiedermi, e parlo non soltanto come agente dell’FBI ma anche come essere umano. Cos’è veramente accaduto fra Marilyn Monroe e i Kennedy, e chi ha veramente tirato il grilletto a Dallas”.

Nei primi 7 episodi, Lynch ha deciso di non rivelare agli spettatori e nemmeno ai registi chi sia l’assassino di Laura: vuole che le riprese siano pienamente ambigue, che i personaggi acquistino spessore senza far capire la piega degli eventi, quanto vi sia di bizzarro, oscuro e malvagio in molti di loro.

A Twin Peaks, nessuno è come appare a prima vista, tutti sono sospettabili di qualcosa di torbido:

l’ex fidanzato di Laura, Bobby Briggs (Dana Ashbrook); la bella Shelley Johnson (Madchen Amick), moglie di Leo Johnson (Eric DaRe), camionista violento e geloso; Benjamin Horne (Richard Beymer), proprietario del Great Northern Hotel; sua figlia Audrey (Sherilyn Fenn), intrigante compagna di classe di Laura dalle scarpe rosse con i tacchi a spillo; il dottor Hayward (Warren Frost) e sua figlia Donna (Lara Flynn Boyle), amica del cuore di Laura; Norma Jennings (Peggy Lipton), proprietaria del “Double R Diner”; il motociclista ribelle James Hurley (James Marshall), innamorato di Laura e poi di Donna; suo zio Ed Hurley (Everett McGill), che gestisce il distributore di benzina ed è l’amante di Norma; il padre di Laura, Leland Palmer (Ray Wise); la vedova Jocelyn Packard (Joan Chen), che possiede una quota nella segheria locale, e la cognata Catherine Martell (Piper Laurie), che possiede l’altra metà; fino all’inquietante uomo senza un braccio (Al Strobel) e allo psichiatra Lawrence Jacoby (Russ Tamblyn).

L’ufficio dello sceriffo è composto da personaggi eccentrici: la centralinista, Lucy Moran (Kimmy Robertson); il piagnucoloso e impressionabile Andy Brennan (Harry Goaz); il sangue misto Tommy “Hawk” Hill (Michael Horse). Alle indagini collaborano l’agente speciale FBI Albert Rosenfeld (Miguel Ferrer) e a un certo punto apparirà lo stesso Lynch, sordo come una campana, nella parte del capitano dell’agente Cooper. (2, segue)

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