Bridge over Troubled Water, Simon & Garfunkel, Columbia 1970 – 8

LA PUNTINA SUL VINILE 29.

La canzone che dà il titolo all’album appartiene alla ristrettissima serie che mi provocherà sempre brividi.
Ci sono anche un’altra gemma luminosissima (The Boxer), una canzoncina che non riesci a smettere di fischiettare (Bye Bye Love), nonché la celeberrima El Condor pasa, a cui sono affezionato per aver fatto il viaggio di nozze in Perù.
Fred Carter jr. (chitarra), Hal Blaine (batteria), Joe Osborne (basso), Larry Knechtel (tastiere), Jimmy Haskell e Ernie Freeman accompagnano la coppia nelle undici tracce del quinto e ultimo disco in studio.

La potenza emozionale credo dipenda anche dalla brusca rottura della coppia, formalizzata nel corso della campagna elettorale per McGovern del 1972. Anni dopo chiesero a Paul Simon quanto Garfunkel avesse contribuito alla composizione delle loro canzoni, e la risposta fu drastica: “poco o pochissimo”, Art non era un autore, ma solo un ottimo cantante e il suo più grande amico.

Bridge over troubled water è un inno all’amicizia, reinciso da tanti, fra cui Johnny Cash e Fiona Apple: il ponte sulle acque turbolente è il conforto che può darti un amico nei momenti di disperazione. Ma il pathos del testo andrebbe a sfumarsi se non fosse per l’afflato quasi religioso, che si sprigiona dalla coppia di voci. Una fusione perfetta.

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One Response to Bridge over Troubled Water, Simon & Garfunkel, Columbia 1970 – 8

  1. metalupo says:

    Sarà sempre un pezzo straordinario, da brividi, appunto.

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