«Depero il mago» e «Cézanne/Morandi: la pittura è essenziale»

Alla Fondazione Magnani-Rocca, località Mamiano di Traversetolo (PR), sono in corso due mostre: «Depero il mago» e «Cézanne/Morandi: la pittura è essenziale». L’esposizione dedicata a Fortunato Depero chiude il 2 luglio, quella che mette a confronto i due pittori preferiti di Luigi Magnani – primo artefice della collezione – arriva al 10 settembre. Come faccio di solito, passeggiando nelle stanze della Fondazione, ho preso rapidi appunti.

Il centinaio di opere di Depero – realizzate fra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta (morì nel 1960) – proviene dal MART di Rovereto. Mobili, arredi, arazzi, disegni, abiti, sculture… ma le opere che preferisco sono quelle grafiche. Apprezzo anche la propensione allo slogan, nello slancio vitalistico al continuo mutamento, che ne ispira la vita e le opere: “Quando vivrò di quello che ho pensato ieri comincerò ad aver paura di chi mi copia”.

«Rotazione di ballerina e pappagalli» (1917); «La rissa» (1926); «Robot. Architettura sintetica» (1917); le pubblicità per Davide Campari e per la Magnesia San Pellegrino; «Mandrie di auto» (1930), il fotocollage realizzato dopo un viaggio a New York… L’artista amava le iperboli e le simmetrie, le forme geometriche e gli automi, il bianco e il nero e le sfumature di rosso. Mi è venuto da pensare che abbia visto Depero, chi ha costruito le scenografie e i personaggi de «Il Mago di Oz».

La collezione permanente Magnani-Rocca contiene alcune opere meravigliose, fra cui «Vue del quais de Paris» (Nicolas De Stael, 1954), «Le canard» (Georges Braque, 1961: litografia su carta da matrice di gesso, con pennellate nell’occhio e in due campi sullo sfondo), «Ritratto di Richard Wagner» (Pierre-Auguste Renoir (1900); fra i miei preferiti anche la marmorea «Tersicore» di Antonio Canova, un «Nudo coricato» di Carlo Mattioli (1961: olio su faesite), una «Composizione» di Hans Hartung (1958). E poi ci sono i piccoli acquerelli, acqueforti e disegni di Giorgio Morandi (su tutti, I pioppi (1930: acquaforte su rame) e una veduta sul cortile di via Fondazza, per due quinti occupata, a sinistra, coperta da un muro).

Per qualche mese il Museo Puskin di Mosca ha prestato le famose Bagnanti di Paul Cézanne, olio su tela compiuto fra il 1890 e il ’94. È la prevalenza della forma sul contenuto a far sì che Cézanne e Morandi siano gli artisti prediletti da Luigi Magnani.

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