New Skin for the Old Ceremony, Leonard Cohen, CBS 1974 – 8

LA PUNTINA SUL VINILE 34.

Non consiglierei questo album a chi confonde la semplicità (anzi l’essenzialità) con la povertà di idee.

Non è nemmeno fra le incisioni che preferisco di questo straordinario poeta canadese, all’epoca quarantenne. Certo, fra le 11 incisioni ci sono Chelsea Hotel #2, Lover Lover Lover, There Is a War e la meravigliosa cantilena di Who By Fire, ma l’insieme è discontinuo, convivono arrangiamenti scarni (voce e chitarra, con due corde di basso) e luminose impennate acustiche (banjo, mandolino, viola, clarino, tromba e trombone). Almeno un paio di canzoni mi arrivano come bozzetti non rifiniti.

La fortuna di Cohen, in Italia, fu favorita dalle traduzioni di De André, ed è inevitabile pensare a De André in molti momenti; e tuttavia questo quarto album mi sembra più vicino alle atmosfere del primo Paolo Conte.

Lo comprai una decina d’anni dopo l’uscita, a 3.500 lire. Nel riascoltarlo, mi sono molto piaciuti i cori (Emily Bindiger e Erin Dickins): le voci femminili inseguono la dolcezza e l’amarezza di Cohen, e fanno pensare alle equivoche sfumature delle parole d’amore quando non riescono a oltrepassare la soglia dell’incomunicabilità.

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6 Responses to New Skin for the Old Ceremony, Leonard Cohen, CBS 1974 – 8

  1. Mauro D'Alo' says:

    Condivido in pieno la tua recensione e quello che dici a proposito di Cohen, grande poeta ma soprattutto anticonformista e intelligente comunicatore. Certo i primi album scarni e spettrali ti rimangono dentro e non escono più, ma anche questo è un ottimo album, e mi è piaciuto molto il raffronto con il primo Paolo Conte…
    Mica hai qualche vinile di un altro grande e maledetto poeta come Tim Buckley? HAPPY SAD o LORCA….sarei molto curioso di leggere una tua recensione

  2. Rudi says:

    No, nessun lp di Tim Bukley. L’ho scoperto dopo. Ho appena controllato e ho 3 cd: il primo, Goodbye and Hello e Dream Letter. Live in London. Non conosco né Happy Sad né Lorca, e da anni cerco inutilmente Starsailor…

  3. Mauro D'Alo' says:

    E già STARSAILOR e BLUE AFRTENOON sono da anni introvabili in cd, li cercò anch’io ma ne vale la pena. il live che hai citato e a dir poco commovente….

  4. sunny70blog says:

    Anche io ho molto apprezzato l’affinità tra Cohen ed il Conte delle origini, che sussurra con voce ruvida la sensualità di vite disperate, nascoste nella penombra di tanghi e milonghe.
    Mi mancavano la malinconia struggente e la dolcezza di Chelsea Hotel#2 e Lover Lover Lover… le riascolto.
    PS- ho cercato informazioni sull’immagine in copertina: è tratta dal “Rosarium philosophorum sive pretiosissimum donum Dei”, un trattato di alchimia risalente al 1550.

  5. Questa copertina è stata censurata in modo più o meno plateale negli Stati Uniti e in Regno Unito, come si racconta in questo post: http://cohencentric.com/2015/12/02/leonard-cohens-new-skin-for-the-old-ceremony-the-cover-art-cover-up/

    Bel disco, comunque, sicuramente imperfetto e non al livello dei primi tre e di “I’m Your Man”, ma lo ascolto sempre con piacere.

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