Enzo Ferrari. Un eroe italiano, Leo Turrini, Mondadori 2002

Il ritratto dell’italiano più conosciuto al mondo. Un uomo che disse di sé: “Io sono uno che ha sognato di essere Enzo Ferrari”, facendoci capire quanto sia stata intensa e visionaria la sua vita.
Più che un’esistenza, quella di Enzo Ferrari è ormai una leggenda romanzesca. Vi si intrecciano trionfi sportivi e tragedie personali, una strenua volontà di successo e i prezzi pagati per inseguire una vocazione.

Enzo Anselmo Ferrari nasce a Modena il 18 febbraio 1898 – cinque settimane prima di mio nonno Alceste – ma viene registrato all’anagrafe solo due giorni dopo, il 20, per una nevicata; secondogenito di Alfredo e Adalgisa, due anni prima era nato Alfredo, detto Dino.

“Non era il coraggio a mancargli al volante. Quello, glielo riconoscevano tutti. Però dava l’impressione di guidare conoscendo e rispettando l’esistenza di un limite, di un punto oltre il quale non era opportuno spingersi”. Quelli come Campari, Borzacchini e Ascari andavano oltre. E morivano giovani.

Mi ha colpito la sua ostinata volontà di non scendere più a Roma, mantenendo l’impegno negli ultimi 53 anni di vita. Con uno stile scattante, Turrini ricostruisce gli incontri con Benito Mussolini a Palmiro Togliatti, Italo Balbo a Sandro Pertini, Giovanni Guareschi e Ingrid Bergman… Descrive le sue predilezioni per certi tipi di pilota (Ascari, Nuvolari, Von Trips, Bandini, Villeneuve) e le antipatie verso Varzi, Fangio e Lauda. “Non a caso all’inizio e alla fine delle sue avventure automobilistiche si stagliano due figure che alla freddezza e alle strategie preferivano ben altre qualità: Tazio Nuvolari e Gilles Villeneuve”.

Non emerge un personaggio simpatico, tutt’altro. Basti pensare a cosa lo spinse a fare la sua ambizione feroce, quando vide Lauda bruciare al Nurburgring, o alle ambiguità politiche sotto il fascismo e poi nel cuore dell’Emilia rossa. Per non parlare della vita privata, dello strano intreccio di fedeltà e tradimenti da cui è costellata. “Le donne che si sono illuse di contare qualcosa, nel cuore di Ferrari, sono state persino più numerose dei piloti che ha fatto correre”. Ha avuto due figli, il primo perduto troppo presto e continuamente rimpianto; il secondo “riconosciuto con la concessione del cognome soltanto nella fase finale della vita”.

Ne deriva una di quelle parabole “bigger than life”, come dicono gli americani, con un’espressione che può significare dire che una sola vita, a Ferrari, gli andava stretta.

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2 Responses to Enzo Ferrari. Un eroe italiano, Leo Turrini, Mondadori 2002

  1. Interator says:

    Che ha fatto dopo l’incidente di Lauda?

  2. Rudi says:

    Ha telefonato a Audetto per dirgli di fare subito un’offerta a Fittipaldi e/o a Ronnie Peterson.

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