Le parole di Ausilio

Innanzitutto, smettiamola di lamentarci. Prendiamo esempio dalla Curva Nord, andiamo a pranzo, a cena, al cinema, in gita, persino in un museo, se occuparci dell’Inter ci fa venire il sangue cattivo.

A me l’Inter diverte. Suscita emozioni e sempre nuove curiosità. Vedo commettere errori così clamorosi, che prima di scriverne mi domando spesso se sono io a non aver capito. Poi le cose vanno peggio della peggiore previsione.
A chi ha una mezz’ora da perdere, chiedo di digitare “Ansaldi” nel motorino di ricerca di questo blog, oppure Murillo, Gabigol, Thohir, Gardini, oppure “dirigenza” o “Pioli”… leggerà parole scritte a giugno, a luglio, ad agosto 2016, e poi a febbraio e marzo 2017. E si confonderà fra quelle parole datate e quelle appena pronunciate da Piero Ausilio.

Il mio presupposto è che Ausilio, se non pensava che le sue frasi sarebbero uscite dall’auletta universitaria, andrebbe licenziato in tronco. Ma lo sapeva benissimo.
Sbaglia chi vi vede uno sfogo. Sono frasi meditate, l’autore è pienamente consapevole dell’effetto che faranno, ma si è stancato di andare davanti alle telecamere a difendere l’indifendibile.

Mi riconosco in quasi tutto quello che ha detto, ma Piero Ausilio non è un tifoso come me: è uno stipendiato dall’Internazionale Football Club, pare abbia appena rinnovato il contratto e incassi un paio di milioni di euro per i prossimi tre anni, lavora all’Inter da 15 o 16, non può far finta di passare di lì per caso, non può cavarsela con accuse ad alzo zero senza una sola parola di autocritica. Non è mica Renzi.

Di errori, ne ha fatti una vagonata anche il Pierino. Badate bene: non sono fra quelli che dicono che i panni sporchi si lavano in famiglia; può essere vero solo in una famiglia, e l’Inter è solo una somma di piccole bande ostili, senza il minimo attaccamento alla maglia. Poi, chi cerca una disciplina da caserma e frasi di circostanza, può sempre scegliere la Juve, oppure trovare rifugio nel confortevole Milanello Bianco, dove tutti sono amici e si vogliono bene. L’Inter non è mai stata così. E se mi dite che con Mourinho era diverso, vi invito a ricordare cosa dicevate di Mou dopo la sconfitta a Catania, quando sostituì Cambiasso con Muntari, il gruppo dell’asado l’avrebbe strozzato e metà del tifo nerazzurro lo prese per matto.

Il sondaggio “instant” che ho lanciato ieri mostra risultati spalmati su ognuna delle risposte serie (la crisi dell’università italiana, che chiama Ausilio a fare lezione, è un triste dato di fatto). Da parte mia, escludo voglia farsi licenziare. Forse avrebbe fatto meglio a stare zitto, ma quel che gli rimprovero è di non aver detto di più (l’allusione a Gabigol è da furbetti, che Dybala abbia scelto la Juve solo per soldi fa ridere, l’asta per Kondogbia, il Caso Alvarez, i nuovi “casi” Ranocchia e Jovetic… vogliamo andare avanti?).
Chiaro che i poveri studenti non abbiano avuto il coraggio di infierire: bastava chiedere ad Ausilio come mai il Napoli fattura meno dell’Inter e negli ultimi 5 anni ci ha rifilato 100 punti di scarto.

Detto questo, fra i massimi colpevoli del naufragio nerazzurro, per me Piero Ausilio non sale nemmeno sul podio.

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19 Responses to Le parole di Ausilio

  1. Pensavo proprio ieri alla sconfitta col Catania.
    Ho maturato l’idea che tra Pioli (e i suoi predecessori) e Mourinho non ci fosse poi questa differenza abissale. L’Inter è questa, è sempre stata questa, serie di prestazioni e risultati e poi un crollo.
    Mourinho era riuscito solamente ad allungare le strisce e positive, ridurre i crolli mentali, ma soprattutto a riprendere subito la marcia dopo “i Catania”. Per dirla con Galimberti, c’è una differenza solamente quantitativa, ma una quantità tale che la fa trasformare in una differenza qualitativa.
    Mourinho è riuscito a tenere la squadra unita per una stagione intera, con poche pause. Gli altri solo a fasi alterne. Mourinho ha solo messo una toppa più grossa a una falla sistemica, una toppa che ha retto a sufficienza.
    Ausilio ci ha detto che questa falla è sempre più grossa, neanche Mandrake riuscirebbe a tapparla. Ci vuole un aggiustamento strutturale, profondo.
    Insomma, ormai il re è nudo. I problemi dell’Inter sono “ufficiali”, nessuna società può evitare di affrontarli

  2. Seriamente Rudi,ma non potrebbero sentirti in società come consulente?almeno come portatore di buon senso?Io purtroppo sono poco ottimista riguardo al futuro prossimo.I cinesi avranno voglia di ribaltare tutto o quando capiranno che economicamente non ci guadagnano ci lasceranno in mezzo al guado?

  3. denny says:

    Io voto x “il coraggio di dire verità sgradevoli” che poi non erano neanche difficili da capire, certo fa specie che le dica uno che in teoria è responsabile almeno in parte, ma credo che molte cose le abbia dovute accettare senza condividerle e finora è stato l’unico a metterci la faccia, ricordo anche che ha dovuto fare varie sessioni di mercato col portafoglio vuoto cavandosela comunque dignitosamente, gli saranno girate le scatole quando hanno preso decisioni tipo de Boer (che pure a me piaceva molto, ma in quel modo lo hanno mandato allo sbaraglio e poi bruciato) o Gabigol (che rimane un mistero) se anche un aziendalista come lui ha sbroccato in questo modo forse ci dobbiamo preoccupare … In ogni caso già da qualche settimana ho smesso di guardare le partite e devo dire che ne ho ricavato un bel sollievo

  4. francesco says:

    io è da mò che ti prendo in parola. per dire, questa mattina ho corso 12 km in 1 ora e 6 minuti, a 51 anni quasi non è male. sul serio, Ausilio è una testa di cazzo. quando non ti piace più una cosa chiamata lavoro, per giunta con uno stipendio della madonna, ti licenzi, se hai dignità. ma lui vuole farsi cacciare, per prendere una buonuscita importante alla stessa stregua di un manager bancario qualsiasi. se suning fosse una cosa seria andrebbe aperto un procedimento disciplinare e fatta un azione di responsabilità. ma l’inter è tutto tranne che un qualcosa di serio, quindi non succederà nulla…..

  5. rugherlo says:

    Si sarà stancato di fare la parte di quello che, in volo dal 30^ piano, arrivato al 20^ dice: per ora tutto bene ..!
    Da furbetto, dopo aver ingoiato di tutti, vuole andare lucrando sulla buonuscita.
    Sangue marcio?
    Fegato grosso?
    Sono sopravvissuto a Gresko, a Ceccarini.
    Vuoi che non ce la faccio ora??
    Certo, questi ce la mettono tutta…

  6. A me sono sembrate le dichiarazioni di chi non ha nulla da perdere. Si è sentito messo in dubbio e ha detto “Se devo affondare, affondo a modo mio. Mi tolgo tutti i sassi dalle scarpe, e trascino qualcuno a fondo con me”.
    Che lo caccino, o gli chiedano i danni, mi importa ben poco. Mi importa molto di più che da Nanchino prendano sul serio le sue parole, e imparino qualcosa.

  7. willerneroblu says:

    Classe 66 classe di ferro!! Quando tra 15 giorni annunceranno Conte questi problemi saranno superati poi aspetto al varco gli orfani simpatici di Moratti!!!

  8. sunny70blog says:

    In questa lezione universitaria, psicoanalitica e purificatrice- che spero gli abbia fatto tanto bene – non poteva certo mancare la lode ai retrocessi, loro sì, bravi a rialzarsi, pronti a sollevare nuove Coppe… dai, non scherziamo. Quella di Milano mi è sembrata una farsa: vuole andare via? è stato tutto costruito ad arte per far danno a Thohir, o quale altro mistero di Fatima? La dura realtà sono le parole di Vecchi in conferenza stampa sui calciatori: non ce la fanno. Faticare e sudare sono verbi loro sconosciuti…

    • Rudi says:

      I cinesi sono sbarcati su un pianeta di cui non sanno niente. Avrebbero bisogno di qualcuno che spieghi loro la pressione atmosferica e la quantità di ossigeno, e adesso cominciano a pensare che chi ha venduto gli abbia tirato una sola.

  9. Ecco, Hai citato anche tu il Napoli! Non è che magari cambiando la città dove c’è la sede sociale, si risolvono un po’ di problemi dell’Inter?

  10. Duke says:

    Rudi come vedresti il probabile scenario Sabatini+Conte?

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