Léo Malet, una lettura disintossicante

Primavera a Parigi, nell’Agenzia Fiat Lux si brinda: il titolare, Nestor Burma, e la fidata segretaria Hélène Chatelain, hanno appena vinto due milioni di Franchi alla lotteria. Non avrebbero nessuna voglia di occuparsi di un cliente, e invece ne arriva uno a rovinare la festa: si chiama Omer Goldy, è “un ometto sulla cinquantina”, tutto in grigio.

Spazientita, Hélène “incrocia le sue belle gambe in un malizioso lampo di nylon frizzante”. Ma Goldy non la guarda nemmeno. Commercia in diamanti e chiede di investigare, anzi di raccogliere informazioni confidenziali, su un cinese, proprietario di un ristorante nel IX Arrondissement, che è poi il quartiere in cui si svilupperà la storia.

La motivazione è reticente, Burma chiede una cifra eccessiva ma Goldy decide ne valga la pena. Hélène e Nestor si conoscono da anni, lui la corteggia, ma non si danno del tu…

Ho cominciato a leggere “Il boulevard delle ossa”, pubblicato da Fazi con la traduzione di Federica Angelini, e in poche pagine sono ripiombato nelle atmosfere tipiche delle indagini di Nestor Burma.

QUI quello che di Malet ho letto finora (Burma e non solo)

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