Revisionando Twin Peaks (18)

L’Uomo con un braccio solo sembra scagionare Ben Horne: non è lui “Bob”, la cui presenza è terribilmente vicina.
Quella notte, il cadavere di Maddy Ferguson viene ritrovato in un sacco di plastica, lungo il fiume, proprio come la cugina. “Questo tizio sa accendere il mio fuoco”, aveva detto Laura a James, parlando di “Bob”.
Gli occhiali da sole di Laura, ripresi da Maddy e ora indossati da Donna, ricordano quelli di Gene Tierney in «Femmina folle».

Non sapendo della morte di Maddy, Donna va a casa Palmer, dove trova Leland sempre più scisso fra le due identità: si salva perché lo sceriffo Truman suona al campanello, mentre l’assassino sta ballando avvinghiato alla ragazza.
Catherine Martell costringe Ben a firmare il contratto di vendita del progetto Ghostwood.
La tensione si attenua nella scena in cui Andy Brennan e Dick Tremayne accettano le regole imposte da Lucy, in attesa che nasca il figlio e possano scoprire chi dei due è il padre.

Alla scoperta della morte di Maddy, distrutto dal senso di colpa, James sale sulla motocicletta e lascia Twin Peaks; dice a Donna, piangente: “Non ha nessuna importanza se siamo felici, il mondo se ne va lo stesso all’inferno”.

Da annotazioni trovate nel diario segreto di Laura (quello di cui era in possesso Harold Smith), si scopre che la ragazza aveva fatto lo stesso sogno di Cooper, quello con la tenda rossa, il nano ballerino, eccetera.

Nella Roadhouse, vuota per l’occasione, Cooper riunisce Ben Horne, Leland Palmer, Leo Johnson, Bobby Briggs, il maggiore Briggs e il vecchissimo cameriere del Great Northern per un “procedimento magico” (così lo definisce). Ed ecco materializzarsi il solito sogno, ma stavolta le parole di Laura, sussurrate all’orecchio, sono intelligibili: “Mio padre mi ha ucciso”.
Cooper finge di arrestare Horne e fa sì che anche Leland, senza sospettare nulla, entri nel commissariato, dove viene spinto in una cella e rinchiuso. “Bob”, ancora dentro il corpo di Leland, reagisce come una bestia furiosa. È la voce di “Bob” a confessare i delitti.

Quando – per un falso allarme (dettaglio “alla Lynch”) – scatta il nuovo impianto anti-incendio, “Bob” fa sì che Leland si uccida sbattendo la testa contro le sbarre della cella. In punto di morte, ricorda tutto e rivela a Cooper che quando il demonio si impossessava di lui, fin da ragazzo, dimenticava tutto ciò che aveva fatto. Un attimo prima di morire, rivede la figlia, avvolta in una luce. E spira in pace.
Dov’è “Bob” adesso? – 18, segue.

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