Il boulevard delle ossa, Leo Malet per Fazi (1957)

Primavera a Parigi, su rue des Petits-Champs, negli uffici dell’Agenzia Fiat Lux, si brinda: il titolare, Nestor Burma, e la fidata segretaria Hélène Chatelain, hanno appena vinto due milioni di Franchi alla lotteria. Non avrebbero nessuna voglia di occuparsi di un cliente, e invece ne arriva uno a rovinare la festa: si chiama Omer Goldy, è “un ometto sulla cinquantina”, un ebreo tutto in grigio.
Spazientita, Hélène “incrocia le sue belle gambe in un malizioso lampo di nylon frizzante”, ma Goldy non la guarda nemmeno. Commercia in diamanti e chiede di investigare su un cinese, proprietario di un ristorante nel IX Arrondissement. La motivazione è reticente, per saggiare il terreno Burma chiede una cifra eccessiva, ma Goldy decide ne valga la pena.

Malavita cinese e prostituzione russa, uno scheletro con una gamba sola e un traffico di diamanti: sono questi gli ingredienti di «Boulevard… ossements», tradotto da Federica Angelini. La trama attraversa i luoghi del IX Arrondissement, sulla Rive Droite; è l’area in cui si trovano l’Opéra, l’Olympia, il Museo delle cere Grévin, le Folies Bergère, le Galeries Lafayette e Boulevard Haussmann, rue de Mogador, place de la Trinité, place du Havre.
Hélène e Nestor si conoscono da anni, lui la corteggia, ma non si danno del tu.

L’Agenzia Fiat Lux dispone anche di un “assistente a intermittenza”, Roger Zavatter, a cui Burma affida ricerche, pedinamenti, eccetera. Già la prima sera in cui lavora al caso, in perlustrazione al ristorante cinese, fingendosi un avventore in coppia con Hélène, Burma finisce in una rissa e scopre un cadavere: una giovane bionda, nuda, nascosta in un armadio. E prima che provveda a pagare la seconda parte della cifra pattuita, Omer Goldy viene ucciso – forse involontariamente – nella sua abitazione.

Il cliente è morto, ma Burma ha una sua etica: è stato pagato, non può lasciar perdere. E se anche volesse, incombe la ricevuta del pagamento, qualcuno la troverà, l’assassino o la polizia, e verrà a cercarlo… Il movente di Burma si arricchisce con la prospettiva di entrare in contatto con indossatrici di biancheria intima: “E non intendo lasciar cadere un’indagine durante la quale posso incontrare ragazze di quel calibro”. Medita di andare alla sfilata di una nuova linea di lingerie in un atelier di boulevard Haussmann, ma gli uomini non sono ammessi. Dovrà andarci Hélène, mai tanto presente nelle avventure di Burma lette finora. La giovane donna si ritaglia tre interi capitoli: è lei a raccontare i fatti.

Non può mancare la botta in testa che l’intrepido detective sembra quasi andarsi a cercare (Hélène l’aveva previsto). Il tesoro dei Romanoff avrebbe dovuto finanziare la controrivoluzione, ma quando questa eventualità si rivela impossibile, qualcuno pensa bene di arricchirsi, salvo lasciare una traccia, che innesca una sequenza di morti.

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