Pacific Street, The Pale Fountains, Virgin 1984 – 7

LA PUNTINA SUL VINILE 42.

Michael Head, autore di musica e testi, il fratello John, chitarre, e altri ragazzi dalla faccia pulita (Chris McCaffrey al basso, Thomas Whelan alle percussioni, Andy Diagram alla tromba e tastiere) venivano da Liverpool, ed è tutto dire.
Il gruppo suonò dal 1982 al 1985, incise un secondo album e si sciolse improvvisamente (droga, si sussurrò: anni dopo i fratelli Head dettero vita agli Shack).

Questa copertina “combat rock” trova scarsa corrispondenza nei solchi. Il gusto è molto più melodico che aggressivo, l’acustica prevale sull’elettronica, in certi momenti ricordano Style Council e Working Week, in altri i Depeche Mode, la voce mi rimanda a quella di Lloyd Cole. Quando arriva, la tromba si prende la scena e imperversa.

Reach, Unless e la strumentale Faithfull Pillow (scomposta in due parti) sono gli episodi più coinvolgenti di questo brit-pop piacevole, discontinuo ma di buona compagnia.

Mi venne segnalata la vertiginosa quotazioni dell’album su Internet, ne ho dedotto trattarsi di uno dei 10 più rari che ho in casa. Meno rara è l’indifferenza delle classifiche per la proposta di gruppi come questo.

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3 Responses to Pacific Street, The Pale Fountains, Virgin 1984 – 7

  1. Mauro D'Alo' says:

    Caro Rudi si vede che sei inglese, musicalmente parlando, fino al midollo!!! ….un buon album, non c’è che dire, anche se, per dirla all’inglese, non è proprio la mia tazza di te’….

    • Rudi says:

      ciao Mauro, quando ho fatto i conti sugli LP gli inglesi erano il doppio degli americani. Quando ho fatto il conto sui CD (dunque acquisti successivi), gli americani erano il 30% in più degli inglesi…

  2. Mauro D'Alo' says:

    Beh è un dato interessante, penso stia a dimostrare che quando la musica è buona fa poco differenza la nazionalità….poi e anche vero che i gusti cambiano spesso a seconda dell’età o del periodo personale che si sta vivendo. Io per esempio a 14/15 anni compravo solo musica pop e progressive inglese (GENESIS, YES, KING CRIMSON, VAN DER GRAF etc.etc.) poi a 16 anni ho scoperto il punk e la new wave e tutto mi sembrava mediocre e antiquato, e ho ripudiato i miei acquisti degli anni precedenti. Ora superata ormai da un po di anni la quota 40 non solo ho riscoperto la bellezza del progressive, ma ho molto rivalutato tanti artisti degli anni 70 da me bollati come “commerciali e banali”, tipo ELTON JOHN, BILLY JOEL, FLEETWOOD MAC e SUPERTRAMP, che adesso ascolto abitualmente!!!!….pensa un po’….l’unica cosa che in me non cambierà mai e il nero e l’azzurro che saranno sempre i colori della mia vita….saluti.

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