Foreign Affair, Tina Turner, Capitol 1989 – 8

LA PUNTINA SUL VINILE 45.

Com’erano belli gli ellepi di una volta, con la copertina apribile…

Qui, c’è una grande foto di Tina – minigonna, scollatura e paillettes – in una posa scelta per valorizzare le gambe più famose nella storia del rock’n’roll. Il titolo di cinquantenne più sexy, nessuno poteva metterlo in discussione.

Erano passati cinque anni dall’inizio della nuova vita (artistica e non solo) di Tina, c’era stato quel Private Dancer, incoraggiato da Bowie, che aveva rilanciato la cantante dopo un lungo periodo buio.

Lontani i tempi (1958) delle prime incisioni, accanto a Ike Turner, lontana l’infanzia a Nutbush, Tennesse: Anna Mae Bullock si era proiettata nell’ambiguo universo delle stars, e il film autobiografico – interpretato da una strepitosa Angela Bassett – ne avrebbe mostrato la discesa agli inferi, e la formidabile spinta a lasciarsi alle spalle la vita precedente.

Dodici canzoni, fra cui: I Don’t Wanna Lose You (la mia preferita), The Best, Ask Me How I Feel, You Can’t Stop Me Loving You, Look Me in the Heart; c’è la chitarra di Mark Knopfler nella title track.
Nell’insieme, un archetipo di pop elegante, più languido che energico, più romantico che graffiante, giocato su melodie e cori. Per la rabbia e le ferite, basta la voce.

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One Response to Foreign Affair, Tina Turner, Capitol 1989 – 8

  1. rugherlo says:

    Mi ricordo quando uscì e lo comprai: rimasi folgorato.
    Che voce!

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