Knight of Cups [id.], Terrence Malick, 2015 [Tv57] – 7

La magia è garantita dalla fotografia di Emmanuel Lubezki, già 8 volte nominato all’Oscar (sue le immagini di tutti gli ultimi Malick e Cuaròn) e ripetutamente premiato per «Gravity», «Birdman» e «Revenant». Notevoli anche le musiche di Hanan Townshend.

Poi, credo di aver visto solo in «Al di là delle nuvole» (Antonioni più Wenders) un tale, strepitoso campionario di fotogenia femminile: qui ci sono Cate Blanchett, Natalie Portman, Imogen Potts, Freida Pinto, Teresa Palmer e Isabel Lucas, e si prova un senso di vertigine vedendole a fianco del protagonista, Christian Bale; fra gli attori, anche Brian Dennehy, Antonio Banderas, Wes Bentley, Armin Mueller-Stahl e Ryan O’Neal.

Detto del cast e delle immagini, non so che dire del film. La sua bellezza è impenetrabile, la comprensione dubbia, la faticosità accertata.
Tutto quello che fa Malick merita interesse, ma da tempo sembra entrato in una dimensione estetico-semantica tutta sua, narra senza concedere una sola scena in cui succeda davvero qualcosa, giustappone frammenti alla ricerca di un senso. Non pare esserci alcuna vera necessità per cui a un’immagine debba seguirne un’altra. Il legame narrativo è tutto mentale, o forse spirituale: deriva da una musicalità o da un movimento di macchina, da una luce, da un’inquadratura di sbieco (mai visto un film così disarticolato, con tante inquadrature di spalle). A parlare sono personaggi non inquadrati.

Costoro attraversano un paesaggio urbano (Los Angeles, Las Vegas) e un attimo dopo stanno in pieno deserto (Mojave, forse). Una quantità di inquadrature strepitose potrebbero stare al minuto 10 o al 46, o al 59 o al 97, e dubito che il pubblico le troverebbe improprie.
Assistiamo all’immotivata deriva di Rick, uno scrittore di cinema di grande successo, che vive un rapporto difficile con il padre e con il fratello minore (un altro fratello pare sia morto tragicamente) ed è sempre alla ricerca di emozioni o stordimento: entra in collisione con 6 donne, una più bella dell’altra, e ogni volta passa oltre. Spesso lo vediamo gettarsi in piscina o nell’oceano tutto vestito. Ogni episodio della vita di Rick è associato a una carta dei Tarocchi: La Torre, L’Eremita, L’Appeso, La Morte, eccetera.

Le nove settimane di riprese sono cominciate nel giugno 2012; due anni sono passati in sala di montaggio. Agli attori sono stati consegnati solo i rispettivi monologhi, nessuno disponeva dell’intera trama. La sensazione arriva anche al pubblico, senza dubbio.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...