Meddle, Pink Floyd, Harvest 1971 – 8

LA PUNTINA SUL VINILE 48.

Imperfetto quanto energico, tempestoso e potente, con un incedere a strappi.

Fra Atom Heart Mother e Dark Side, i Pink Floyd imposero l’impronta di un album meno celebrato ma non inferiore a quelli più famosi, in cui Gilmour assume il ruolo di fulcro melodico.

Più che per la voce, la sua centralità sta nella dolcezza degli arpeggi di chitarra (A Pillow of Winds); il latrato dei cani (Seamus) e i canti dei tifosi del Liverpool ad Anfield (Fearless) agiscono da intrusioni rumoriste.

La lunga suite di Echoes va ascoltata più volte, in quei 23 minuti e 22 secondi si viene risucchiati dentro un quadro di Escher, dove tutto si tiene, tutto scorre e ritorna, non c’è un vero inizio e nemmeno una vera fine. Pare evidente che a questi inglesi piacesse ascoltare i “corrieri cosmici”, e si influenzassero reciprocamente.

Registrato a Londra, in vari studi fra cui quello di Abbey Road, continueremo a chiederci la ragione di quell’orecchio e di quei cerchi concentrici. Meddle mi fa pensare a una lenta, controllata caduta verso il centro della Terra, sublimata nel brano più famoso: “One of these days i’m going to cut you into little pieces” arriva dalla voce cavernosa di Polifemo, il ciclope.

La foto in bianco e nero che occupa la copertina interna (Hipgnosis) anticipa di vent’anni l’estetica grunge.

Annunci

6 Responses to Meddle, Pink Floyd, Harvest 1971 – 8

  1. sunny70blog says:

    Lirico, visionario, Echoes trasporta in un ignoto sublime, bellissimo il rimando ad Escher…si ascolta in religioso e rarefatto silenzio. Grazie.

  2. per me questo è L’album dei Floyd. ed Echoes è LA canzone dei Floyd. per giustificare una carriera basterebbe ed avanzerebbe. invece poi loro ci hanno aggiunto anche qualcosina d’altro… concordo con sunny70: in silenzio, preferibilmente al buio.

  3. Mauro D'Alo' says:

    Grande recensione Rudy, la descrizione di Echoes è perfetta….per me un grande album, almeno una spanna superiore al predecessore, il ben più fortunato ATOM HEART MOTHER. La differenza la fa soprattutto la suite ECHOES splendida, visionaria, nettamente superiore a ATOM HEART MOTHER che occupa il primo lato dell’LP omonimo, che invece è orientata al progressive ma è molto più debole….e poi c’è ONE OF THESE DAY e ho detto tutto.
    Io come ho già detto sono un Barrettiano convinto, e per me il pifferaio alle porte del crepuscolo e insuperabile cosi come il secondo anche se Barrett già non c’era più, ma subito dopo viene MEDDLE che io preferisco alche al tanto celebrato DARK SIDE, che ha un suono strepitoso e inarrivabile dal punto vista tecnico, ma canzoni più deboli (penso a Money davvero mediocre)

  4. Carlo Crema says:

    Uno dei numerosi capolavori dei PF. Echoes meraviglia!

  5. metalupo says:

    In realtà preferisco sia Atom che Dark Side. Ma Meddle fa senza dubbio parte di quei dischi “svolta” dei Floyd.

  6. Il loro suono è il suono della mia vita. Bravo Rudi

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...