Per favore, non toccate le vecchiette [The Producers], Mel Brooks 1968 [Tv56] – 7

Al primo colpo, Mel Brooks vince l’Oscar per la sceneggiatura originale. Eppure, il film rischiò di non uscire; a Joseph Levine, produttore della pellicola, il risultato non piaceva, non gli pareva divertente. A convincerlo del contrario, pare fu Peter Sellers. Ma su un punto Levine fu intransigente: bisognava cambiare il titolo, abbandonando «Springtime for Hitler» (come lo spettacolo teatrale su cui si regge il film). Capire come «The Producers» sia de-evoluto al titolo italiano, supera la mia soglia di comprensione.

“Si tratta di una storia veramente eccezionale, fino ad oggi ignoravo che il Terzo Reich fosse la Germania. Capisci? È pieno di preziose informazioni storiche!”… Surreale e dissacratorio, pietra miliare dell’umorismo ebraico, il film può contare sulla formidabile coppia comica formata da Gene Wilder e Zero Mostel (rilanciato dopo anni di ostracismo maccartista). Dialoghi scoppiettanti, vecchiette irresistibili, ma credo giusto ricordare Ulla, al secolo Lee Meredith, perché come oca giuliva sorpassa pure Marylin.

Max Bialystock era un grande produttore teatrale di Broadway, ma è caduto in disgrazia e per finanziare i suoi spettacoli seduce ottantenni e oltre. Quando compare il contabile Leo Bloom per una verifica fiscale, scatta l’idea geniale: realizzare un colossale fiasco, guadagnandoci su. Ai finanziatori si assicura il 25.000%, ma tanto ci sarà solo la “prima”, lo spettacolo verrà bruscamente smontato, avendo scelto il peggior copione in circolazione (scritto da un nostalgico, ottuso ex nazista). Anche il regista e gli attori sono pessimi.

In effetti, il pubblico inorridisce, ma incredibilmente succede qualcosa, e lo spettacolo scatena un’involontaria, irrefrenabile comicità. Serviva un fallimento, arriva un trionfo. In prigione, Max e Leo sono gli artefici di un altro spettacolo truffaldino, in cui recitano i carcerati (nonché finanziatori).
Era lo stesso Mel Brooks a intonare «Springtime for Hitler».

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2 Responses to Per favore, non toccate le vecchiette [The Producers], Mel Brooks 1968 [Tv56] – 7

  1. sunny70blog says:

    Si ride, e tanto. I gerarchi improbabili di Brooks e le mossette del loro capo sono puro spasso. Nel raccontare il film hai reso benissimo l’ironia delle malefatte della coppia Mostel Wilder e della banda di squinternati di cui si circondano. Non conoscevo l’antefatto legato alla censura: il dialogo tra Peter Sellers ed il produttore – c’è da giurarci – sarebbe stato un ottimo soggetto sulla satira, senza paure e senza padroni. Ho visto che il film è del ’68. Appunto, una risata vi seppellirà.

  2. meraviglioso. e stranamente piuttosto misconosciuto.

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