I buoni e i cattivi, Edoardo Bennato, Ricordi 1974 – 8

LA PUNTINA SUL VINILE 51.

Il primo anno di liceo scoprii Bennato, imparai a memoria Un giorno credi e provai a suonare l’armonica e il kazoo. Smisi presto.

Ho conosciuto questo secondo album prima di Non farti cadere le braccia, e l’ho riascoltato fino a consumarlo; purtroppo quella che ricomprai è la ristampa (collana Orizzonti), senza le fotografie contenute nella doppia copertina originale.

Il cantautore non ha ancora 25 anni; il produttore Sandro Colombini gli affianca il fratello Eugenio (chitarre), Tony Esposito (batterie), Andrea Sacchi (chitarra), Bruno Limone (basso) e Roberto De Simone (direzione orchestrale e un paio di testi). Quel ragazzo napoletano pieno di riccioli già si percepisce come un burattino senza fili, inseguito dai carabinieri. Riversa le sue invettive su ogni genere di autorità: l’esercito in La bandiera, la scuola e l’esercito di In fila per tre, le élites culturali in Bravi ragazzi, che sembra prevedere l’inquietante salotto di Bruno Vespa.

Arrivano i buoni sembra quasi presagire le degenerazioni del politicamente corretto. E poi c’è Napoli, sia nella veste di chi ti dice “tira a campare”, che in quella di chi non vuole rassegnarsi e invita a non cercare alibi, a farsi forza e andare incontro al tuo giorno, a ricominciare da zero…

Altri dischi di Bennato sono più ricchi ed elaborati sul piano musicale, nessuno ha questa forza dentro.

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2 Responses to I buoni e i cattivi, Edoardo Bennato, Ricordi 1974 – 8

  1. gaggyblog says:

    Album molto amato da liceale di sinistra per la verve polemica e la denuncia. Sono d’accordo sul fatto che Io che non sono l’imperatore e La torre di Babele siano più maturi e sofisticati musicalmente. La produzione successiva (da Burattino e canzonette) mi ha portato lentamente, insieme all’avanzare dell’età, a preferire il fratello Eugenio.

  2. luccarmi says:

    Edoardo Bennato è il mio cantautore preferito. Credo di sapere a memoria tutte le canzoni anche le più sconosciute. Un giorno credi, è la canzone che mi canto sempre fra me e me: fatti forza e vai incontro al tuo giorno, non tornar sui tuoi soliti passi, basterebbe un istante.

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