Lampedusa, Italia

Giusi Nicolini non è stata rieletta sindaco di Lampedusa. Peggio, non entrerà nemmeno in consiglio comunale.
Il vincitore si chiama Salvatore detto “Totò” Martello con 1.566 voti; era già stato sindaco per due legislature, fino al 2001.
Secondo è Filippo Mannino, che farà l’opposizione dopo aver raccolto 1.116 voti.
Il sindaco uscente, Giusi Nicolini, si ferma a 908, meno di un quarto dei voti, e non avrà consiglieri.
Componente della segreteria nazionale del Pd, premio Premio “Unesco per la Pace”, a ottobre Nicolini era una delle quattro donne “simbolo dell’eccellenza italiana” che hanno accompagnato Renzi alla Casa Bianca per la cena con Obama.

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11 Responses to Lampedusa, Italia

  1. Quell’essere ignobile di gasparri ha festeggiato in diretta tv.

  2. sunny70blog says:

    Il nuovo sindaco è del PD, ho letto delle polemiche interne seguite all’inaugurazione di un campo sportivo da parte del ministro Lotti, al fianco della Sindaca, quattro giorni fa… Non so se la sconfitta di Nicolini dipenda da diatribe di partito o se i lampedusani si sentano stanchi e soli davanti alla continua emergenza.

  3. willerneroblu says:

    La persone cominciano a non poterne più di questa immigrazione continua incontrollata o meglio controllata a seconda delle esigenze non ne può più la volete capire o no???

    • sunny70blog says:

      I lampedusani continueranno a dare prova di grande solidarietà: la legge del mare fa parte del loro Dna… Ai governi il compito di sostenere l’accoglienza e trattare sui tavoli internazionali con autorevolezza; ogni nuovo profugo annegato è sempre più insostenibile per la dignità delle nostre coscienze.

    • antonior66 says:

      Il problema dell’immigrazione non è nuovo. È accaduto molte volte nella storia. Semplicemente non si può fare nulla. Noi siamo enormemente ricchi, loro sono enormemente poveri. Noi siamo in calo demografico e loro in espansione demografica. Le risorse sono scarse e il riscaldamento globale sta sottraendo sempre più terra coltivabile in Africa. Siamo solo all’inizio, e prima i governi lo ammettono a se stessi prima potrà essere gestita (e non risolta) la questione. Perché non c’è niente da risolvere. La situazione demografica si sta riequilibrando.

  4. luccarmi says:

    Esiste un ipocrisia di fondo sull’immigrazione. Vi sono i contrari a prescindere e vi sono i favorevoli a parole (l’immigrazione va benissimo, dobbiamo accogliere tutti… purché non vicino a dove abito io).
    C’è un dato di fatto (che ben espone Antonio66): desertificazione del continente Africano, unito alla povertà estrema che fa sì che una Nazione, non certo ricca (l’Italia) per i loro parametri sia ricchissima.

    Ma ci sono… tre aspetti, tutti e tre drammatici.
    1) a parte la desertificazione e la povertà, in molti paesi e per milioni di persone, c’è la guerra o guerriglia o “pulizie etniche”
    2) l’immigrazione porta, se non gestita correttamente (e noi siamo lontanissimi dal farlo), micro e macro criminalità
    3) in tutto questo c’è chi ci lucra abbondantemente (“i migranti rendono più della droga” (cit. Carminati, detto er cecato),

    Chi,di fronte all’immagine di una bambino/a che piange ed è malnutrito, non si commuove e non dice “accogliamolo”? Chi?
    Ma è falso, anzi peggio, è vero, ma presentato in modo falso.

    Quel bambino/a per arrivare da noi ha attraversato sofferenze enormi e con lui/lei la sua famiglia. Molti non ce la fanno. Muoiono nel “viaggio”, vengono seviziati, depredati, torturati. Ma tutto ciò non importa a chi pensa solo ad accogliere o a respingere. L’accoglienza è necessaria (doverosa), ma non è neppure un rimedio: è tamponare una emergenza.

    Occorre non far creare le condizioni che portano, attraverso sofferenze indicibili, gli uomini e le donne, con i loro figli, ad emigrare (in esodi biblici, non in cifre fisiologiche).

    Ed occorre, laddove non si riesca, accogliere degnamente, non così, creando abomini per le persone accolte (senza dargli dignità) e gravissimi disagi e danni per la popolazione italiana.

    Io proporrei, a tutti coloro che si riempiono la bocca di frasi fatte, di vivere in paesi, letteralmente sommersi (ma sarebbe giusto dire “invasi”) da immigrati, che saranno sì, per la maggior parte, disperati, ma che non trovando soluzione degne, vanno ad ingrassare le file delle uniche organizzazioni che funzionano in questi casi; quelle malavitose.
    Proporrei loro di avere case vicine, abitate da decine di extracomunitari, laddove prima c’erano altre persone. Poi vedranno, da una parte, il modo indegno in cui vengono fatti (molti casi) vivere, dall’altra come gli cambia la vita a loro stessi; perché gli cambia, sissignore se gli cambia!

    • willerneroblu says:

      Sono completamente d’accordo Luca con il massimo rispetto perché non li mettono in Vaticano o di fianco a casa della Boldrini?E’la pancia del paese che parla…

  5. sunny70blog says:

    La solidarietà è cosa ben diversa dal pietismo. Non puoi accogliere tutte le povertà del mondo, ma l’indignazione davanti a certe immagini ti fa stare sveglio, e lucido. Sul che fare, i governi hanno sul tavolo proposte concrete, altro che gli slogan di chi alza muri di paura: politica comune europea sul diritto d’asilo, risoluzione del conflitto siriano, cessazione della vendita di armi, interruzione degli affari con i regimi africani (vedi Eritrea…). Solo sogni? allora lo sono anche i milioni di voti che in Francia ed Inghilterra sono andati ai candidati di Sinistra e mesi prima negli USA a Sanders.

    • luccarmi says:

      Certo. La causa (come quasi sempre) è soprattutto economica. Troppi soldi sul traffico delle armi, troppi soldi derivanti da affari illeciti. Troppo ricavato sulle disgrazie altrui.
      Qui si potrebbe aprire un dibattito infinito, coinvolgendo anche la cieca politica di Trump. cui nulla interessa dell’impatto ambientale (che a sua volta contribuisce alla desertificazione, che a sua volta contribuisce alle catastrofi ambientali ecc.)

      • D’accordo, Luca. Ma non dimentichiamo 26.172 le bombe che Barack Obama ha lanciato nel 2016 in sette paesi diversi: Siria, Iraq, Afghanistan, Libia, Yemen, Somalia e Pakistan.

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