Da Spalletti solo parole di circostanza

Se voleva essere entusiasmante, la presentazione in pompa magna di Luciano Spalletti non ha raggiunto il suo scopo: il 14 giugno ha detto le stesse parole che avrebbe potuto pronunciare il 28 maggio, l’entusiasmo, finora, è solo il suo.

Nessun paragone con i botti di Mourinho, mi è parso che Spalletti sia rimasto sotto anche al primo Mancini. Il paragone più vicino mi pare quello con Walter Mazzarri.

Comprendo la difficoltà del momento: gli errori di Kia si pagano, quelli di Ausilio pure. Abbiamo visto Schick e Ricardo Rodriguez, Tolisso e Lindelof prendere altre strade, nessuno viene a spendere le cifre che l’Inter vorrebbe ricavare dal duo croato (tantomeno gli “amici” Mancini e Mourinho), alla Roma alzano muri (finché Unicredit glielo permette), la Juve ha 29 punti in più e oltre a Schick pare voglia pure Douglas Costa e Bernardeschi. Tutti aspettano il primo luglio per i famosi 100 milioni di Suning, ma poi si scopre che gli ingaggi faraonici di James Rodriguez e Di Maria, di Diego Costa e Verratti sono proibitivi e si ripiega su riserve del Paris Saint-Germain, che quest’anno ha vinto addirittura la Coppa di Francia.

Però, dalle parole di Spalletti si possono ricavare un paio di indicazioni chiare.
Vorrebbe giocare con il 4-2-3-1. E si ripartirà da Icardi capitano.

Per giocare con il 4-2-3-1, è essenziale azzeccare i “2”: per me, nell’attuale rosa nerazzurra non c’è nessuno con le caratteristiche giuste, nemmeno Gagliardini, che andrebbe aiutato a giocare a 3, non potendo sommare compiti difensivi e offensivi. Non parliamo di Joao Mario (giocatore “offensivo”, secondo Spalletti) o di Kondogbia. Capisco l’inseguimento a Borja Valero: andava comprato 5 anni fa, ma pazienza. Può essere la reincarnazione del David Pizarro che Spalletti ebbe a Udine e si portò in giallorosso. Capisco pure il low cost Luiz Gustavo, visto che c’è da proteggere una difesa che verrà cambiata per tre quarti. Ma temo che nel 4-2-3-1 non ci sia posto né per Gagliardini né per Joao Mario, che invece potrebbero trovare un senso in un 4-3-3.

Quanto a Icardi, è chiaro che nessuno oggi pagherebbe 100 milioni per portarcelo via. Ma escludo che Spalletti sia così “pirla” da pensare che Icardi possa dargli il gioco che ha avuto da Dzeko.

Maurito sarebbe stato perfetto per il calcio di Conte o di Simeone, che si dipana con pochi uomini davanti e a cui basta un finalizzatore rapace. Le squadre di Spalletti tendono ad avere il 60% di possesso palla, perciò predilige una tipologia di attaccante che a me pare diversissima da Icardi, un centravanti che aiuta la manovra, che sa tenere palla e far salire gli esterni. È vero che Spalletti insegna calcio, e l’ha mostrato con l’evoluzione di Florenzi e Nainggolan, ma l’Inter 2017-18 è già tanto piena di scommesse per non doversi giocare tutto sull’evoluzione di Icardi. Tanto vale giocare con due punte, e prendere qualcuno che somigli a Griezmann.

Vabbé, mancano 16 giorni al primo luglio…

Annunci

11 Responses to Da Spalletti solo parole di circostanza

  1. Duke says:

    Dobbiamo essere realisti, i giocatori che giocano nei top club non rinunciano alla visibilità della CL per venire da noi, nobili decaduti. Perché puoi anche coprirli d’oro, ma lo stipendio è solo una parte delle loro entrate.

    O si fa come il Milan che strapaga delle buone mezze figure che arrivano perché non hanno richieste dalle migliori d’Europa, oppure si attende che queste ultime finiscano di utilizzare i budget per andare su quelli rimasti e sui loro esuberi. Mi pare che la strada scelta sia proprio questa.
    In alternativa c’è l’usato sicuro tipo Borja Valero che, per l’obiettivo 4 posto, può anche andare.

    Tanto finché non entriamo in CL non riusciremo a riattivare quel circolo virtuoso che permette di ridurre il gap con chi ci sta sopra.

    • Duke says:

      (l’analisi tattica che hai fatto è perfetta. Icardi non diventerà mai Dzeko e i due buoni che abbiamo in mezzo sono fatti per la 4-3-3 con JM a sx e Gaglia davanti alla difesa. Mancherebbe l’esterno dx di centrocampo che si inserisce e l’esterno d’attacco che si accentra sul mancino. Al netto che perderemo Perisic)

  2. caro rudi, concordo su quasi tutto. ma mi voglio fidare di sabatini e spalletti. comprare tanto per comprare serve a poco (l’abbiamo visto l’anno scorso). non mi interessano “nomi”. voglio gente 1)utile alle idee di spalletti (che mi auguro ci siano); 2)con la bava alla bocca. vedremo. speriamo. sempre forza inter!

  3. willerneroblu says:

    Hanno avuto fretta aspettavano un attimo e arrivava Conte e io avrei dato le chiavi della panchina a Cambiasso!! Spalletti è bravo ma il modulo di riferimento è improponibil.Poi per noi il mercato è super complicato gli scarpari della Fiorentina non ci daranno mai un giocatore Gagliardini per venire ha dovuto superare molte resistenze e solo la promessa a Percassi di costruire in Cina lo ha portato da noi.Ricordate la parola d’ordine nascosta è che vincano tutte ma non l’Inter per cui o compriamo Ronaldo Modric Verratti e Marcelo o rassegniamoci!! Comunque l’abbonamento l’ho rinnovato..

  4. Ti dirò, a me una ridimensionata non dispiacerebbe. Della serie: pochi proclami, poche aspettative, poca pressione e soprattutto poche montagne russe.

  5. pgkappa says:

    io mi fido di sabatini. ne riparliamo il giorno del ritiro.

  6. pgkappa says:

    donnarumma non rinnova…….

  7. metalupo says:

    Più o meno quello che qui dentro si è sempre detto si sta verificando.
    Stiamo a vedere.

  8. luccarmi says:

    All’Inter sono arrivati Spalletti e, soprattutto, Sabatini. Non è poco. Mi sarebbe piaciuto che Ausilio salutasse, ma non si può chiedere tutto.
    Non mi prefiguro alcuno scenario particolare, ma c’è una cosa su cui concordo pienamente con Rudi: la squadra deve essere fatta almeno all’ottanta per cento entro il 4 luglio, non oltre.
    Il caso contrario non è auspicabile, i motivi li capite meglio di me.
    Non so che tipo di mercato verrà fatto, ma dubito che si spendano cifre spropositate per calciatori non funzionali alla squadra, o meglio non funzionali al progetto di squadra che hanno in mente Spalletti e Sabatini.
    Mi fido di loro due.
    Personalmente, qualora lo decidessero, applaudirei anche una politica di valorizzazione dei giovani (soprattutto se nostri), unita alla cacciata dalla squadra di pesi morti (quelli che hanno staccato la spina negli ultimi due mesi).
    La mia speranza è che si segua una via di mezzo: alcuni giovani del vivaio promossi in prima squadra, uniti ad almeno tre campioni assoluti per ogni reparto ed altrettanti giocatori davvero funzionali al progetto. Senza farsi prendere per il collo negli acquisti e vendendo bene…
    Lo scopriremo solo vivendo (cit.).

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...