A=MH2, Clark & Hutchinson, Nova/Deram, 1969 – 7

LA PUNTINA SUL VINILE 53.

Nel decennio passato fra liceo e università (e obiezione di coscienza), la mia disponibilità a scoprire musica era notevole.
Ascoltavo album come questo, mai passato in televisione e nemmeno alla radio. Di certe riviste o almeno di certe firme, all’epoca, mi fidavo ciecamente.

Facile definirlo “underground”. Difficile etichettarlo in modo meno generico; per farmi capire, mi limito a suggerire assonanze con Peter Green, Clapton e Santana.

Questo è l’esordio di un duo londinese che ha pubblicato 3 lp. Registrarono le 5 suites fra un mercoledì e un venerdì del maggio 1969. Andy Clark suonava le tastiere, il pianoforte, le percussioni, il sax e il flauto; Mick Hutchinson si dedicava a chitarre, basso, tastiere e timpani; spiccano Acapulco Gold, Textures in 3/4 e Improvisation on an Indian Scale.

È forte l’influenza di certe sonorità orientali, ma ciò che appare sbalorditivo è la “pubblicabilità” di una musica come questa, lontanissima dal rock, fatta di lunghe improvvisazioni strumentali, senza testi, dove entrambi potevano esibire le proprie inclinazioni, le notevoli qualità tecniche e compositive.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...