Gigio, Mino e noialtri creduloni

È finita come doveva finire: Donnarumma lascia il Milan, Raiola incassa la parcella, i tifosi si arrabbiano, l’A.C. Milan finge dolore, pensosi commentatori rimpiangono il calcio che fu.
Nel calcio che fu, Bonimba fu costretto ad andarsene dall’Inter, per cui tifava. Non una, due volte. Gigi Simoni fu costretto a lasciare l’amatissimo Toro. Aldo Serena dovette indossare le maglie di Toro, Juve e Milan prima di tornare nella squadra in cui era cresciuto. Eccetera.
Non è un calcio da rimpiangere, era fatto da persone che non avevano scelta. Appena Jean-Marc Bosman li ha liberati – dovrebbero dargli un euro per ogni transazione, una specie di Bosman Tax – è finita l’ipocrisia.

Non sopporto chi bacia la maglia. Novantacinque volte su cento, sta mentendo. Il 5% si chiama Totti, Zanetti, Maldini, Del Piero, Marchisio, Hamsik, Giggirriva.
E non sopporto chi accusa Donnarumma. Di cosa, poi? Di aver scelto Raiola (anzi, di essersi proposto, perché è sempre Raiola che sceglie chi “assistere”).
Se scegli Raiola, sai che è il migliore al mondo nel vendere, nessuno come lui sa fare affari “surfando” da una società all’altra. Se Gigio voleva stare al Milan, doveva scegliersi un altro procuratore.

Ma chi proprio non sopporto è chi oggi invita il Milan a tenere Donnarumma fermo un anno in tribuna. A confermare la “minaccia” di qualche settimana fa. Ovviamente al Milan non ci pensano nemmeno. Proveranno a incassare 15-20, forse 25 milioni per un cartellino che fra sei mesi varrà zero, ma di certe misure draconiane non sanno che farsene. Del resto, hanno preso dirigenti dall’Inter e dalla Juve, volete forse credere che Fassone e Mirabelli abbiano sempre sognato di lavorare a Milanello?

Due, mi paiono i punti essenziali di questa storia emblematica.

Il primo attiene alla sorte calcistica di Gigio Donnarumma, ragionevolmente all’estero: finisse alla Juve, temo ci sarebbero moti di piazza, la Sud è pur sempre quella del “Non si vende Kakà”, salvo digerire la dipartita simultanea di Ibra e Thiago Silva.

Il secondo ha a che fare con lo strapotere dei procuratori. L’Inter cinese si è fatta bellamente fregare da Kia e dai suoi sodali, il Milan ora si vede scippare Gigio, come mai alla Juve non succede? Non succede, perché nemmeno Raiola oserebbe colpire la Juve, temendo le ritorsioni. Era così anche con il Milan del Cavaliere, fino a quando gli è servito per fare politica. È tutta una questione di potere, i grandi non si fanno del male fra loro.

Purtroppo per Milano, né l’Inter né il Milan emanano oggi la grandezza del passato.

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20 Responses to Gigio, Mino e noialtri creduloni

  1. Simone Jacca says:

    Rudi Donnarumma voleva stare al Milan. Questa è una certezza. E Raiola non l’ha scelto ora, ma lo ha scelto e scoperto tempo fa. Quindi non ha alcuna correlazione con la voglia di andar via.
    Detto questo io non ce l’ho né col portiere, né col procuratore, ma Donnarumma ha sbagliato tre volte, e di conseguenza anche Raiola, che dovrebbe aiutarlo a non sbagliare:

    1) Ha sbagliato tecnicamente, perché ha 18 anni, è fortissimo ma deve ancora imparare, e al milan avrebbe avuto uno dei migliori preparatori al mondo (Alfredo Magni) e soprattutto il terreno giusto per crescere lentamente e continuare a sbagliare (cosa che il Real Madrid non ti consentirà di fare), rimanendo comunque in una squadra europea, con forti ambizioni e un gran progetto. Tra qualche anno avrebbe potuto fare della sua vita quello che vuole.

    2) Ha sbagliato sportivamente. Ognuno è libero di fare le sue scelte e nel calcio i sentimenti valgono poco, d’accordo. Ma quando una squadra ti lancia sedicenne e ti rende un campione qualcosa gliela devi. Soprattutto se ti dimostrano di non giocare al ribasso e ti offrono un contratto con un compenso secondo solo a un paio di portieri in tutto il mondo. Se non altro si poteva rinnovare e poi chiedere la cessione, per far battere cassa piena. Così diventi un mercenario e il calcio non dimentica queste cose, né il calcio delle curve, né quello degli affari. Donnarumma è stato e rimarrà un ingrato.

    3) Ha sbagliato psicologicamente. Se sei Ibra o Baggio puoi andare dove vuoi, sarai sempre in grado di reggere qualsiasi sfida. Ma se hai diciottanni e non hai neppure la patente non è scontato che sia in grado di reggere la pressione e gli insulti. I prossimi mesi per lui saranno intensi. Non i tifosi del milan, ma un Paese intero gli si scaglierà contro e lo additerà come traditore, venduto e soprattutto avido di soldi. E ricordiamoci che siamo nel paese che condanna la sua classe dirigente non perché è incapace, sbaglia, truffa, etc…ma per il semplice fatto che guadagna 15 mila euro l’anno. Figuriamoci cosa si dirà di un diciottenne che rifiuta 4,5 milioni l’anno per guadagnarne un paio di più.

    Detto questo, non condivido neanche il fatto che Raiola abbia tenuto in scacco il milan. Anzi, il contrario. Raiola con la Juve si è fatto dare un pizzo da mafioso per la cessione di Pogba e lo stesso succederà con Kean. Questo non aiuta la juve a mostrarsi come squadra rispettabile. Fassone e Mirabelli hanno chiuso qualsiasi tentativo di clausola rescissoria, vincoli, buonuscite, pizzi, tangenti e cose varie, facendo capire a Raiola e a tutto il mondo dei procuratori che il Milan antepone una certa serietà professionale a qualche dieci milioni in più. Motivo per cui sono quasi certo che rinunceranno ai 30 milioni che dici tu e terranno Donnarumma in tribuna. E quei soldi che perderanno gli riguadagneranno in blasone, serietà, spogliatoio. Con un gesto esemplare azzeri dieci anni di squallore, giochetti, parametri zero ed elemosine varie e mostri la forza e i muscoli necessari per ridare al Milan il nome e la tradizione che merita. A volte bisogna fare scelte meno vantaggiose ma più lungimiranti. E se Fassone dicesse ai microfoni “Donnarumma ha scelto di non investire sul milan e noi sceglieremo di non investire su di lui” costringendo il portiere a un interminabile e sfiancante anno senza calcio, alla fine uscirebbe nettamente da vincitore su di lui, su Raiola e su tutto il mondo dei procuratori.

    • rugherlo says:

      Molto bella e condivisibile la tua analisi con un ma: non lo lasceranno in tribuna.

    • Rudi says:

      ciao Simone, l’essere tifoso ti fa descrivere il Milan come “una squadra europea, con forti ambizioni e un gran progetto”. Raiola non la pensa così, Raiola forse sa da dove vengono i soldi. Certo, ha convinto Donnarumma che non avrebbe giocato in Champions per un paio d’anni e che incasserà 8 o forse 10 milioni all’anno in società che l’Europa la vivono di default.
      Quanto ai sentimenti, con me sfondi una porta aperta, infatti il calcio non mi piace più.

      • Simone Jacca says:

        Sì tutto questo sempre che non valga il principio di cui prima della tribuna. Perché altrimenti la champions la vede comunque tra un annetto… E comunque hai diciottanni. Ripeto, inseguire con questa fretta assurda la champions e qualche milioncino in più per me è da matti. E non ne faccio un discorso morale ma utilitaristico.

    • Interator says:

      “Ognuno è libero di fare le sue scelte e nel calcio i sentimenti valgono poco, d’accordo. Ma quando una squadra ti lancia sedicenne e ti rende un campione qualcosa gliela devi”

      Sacrosanto.
      Ma ho spesso l’idea che la logica dei tifosi sia molto diversa da quella dei professionisti.
      Certo la delusione sarebbe completa se finisse alla juve dopo quanto successo nella partita a Torino.

      Comunque ho idea che Raiola stia tirando un po’ troppo la corda

      • Simone Jacca says:

        Condivido, tifosi e professionisti hanno logiche diverse, ma spesso si intrecciano. Perché poi i calciatori pretendono dai tifosi solidarietà, vicinanza e affetto e si lamentano se tutto questo manca. Vivono male gli attacchi, gli insulti e le critiche. E allora lì le logiche dove vanno a finire? Ripeto se sei Ibra puoi fregartene, hai le spalle larghe, fai le tue scelte e sai che non hai problemi a difenderle. Ma Donnarumma…?

  2. Simone sei milanista? (devo ammettere che piacerebbe anche a me che lo tenessero in tribuna, pura utopia purtroppo).

  3. Simone Jacca says:

    I cinesi hanno speso 800 milioni per avere il milan. Ora devono scegliere se spenderne 30 in più e presentarsi come società credibile, seria, tosta e forte, oppure metterseli in tasca e darla vinta a Raiola. Perché sono più che certo che se Donnarumma fa tribuna, Raiola avrà da sbraitare e pentirsi.

    • Rudi says:

      Ripeto: gli 800 milioni spesi dai cinesi restano un gigantesco punto interrogativo, l’Uefa vorrà vederci chiaro a ottobre, Sandro Piccinini (Mediaset, non Rifondazione comunista) lancia pesanti allusioni, molti degli acquisti che il Milan sta facendo sono con dei “pagherò” fra due o tre anni. Sembra l’Inter di Thohir prima di Suning.

      • Simone Jacca says:

        Quello è un altro discorso. Il “pagherò” è stato fatto solo con Kessie e mi sembra normale per una società che vuole investire tanto e ha bisogno di ammortizzare meglio la liquidità. In ogni caso, regolare o no che sia l’acquisto, 30 è meno del 4% di 800…

  4. willerneroblu says:

    Come godo Donnarumma Donnarumma un eroe il più grande….hanno creato il fenomeno mediatico e ora sono rimasti senza,immagino le palate di fango se fossimo stati noi comunque tranquilli va alla Juve!!!

    • willerneroblu says:

      E mi rispondo da solo,godo per Fassone diventato improvvisamente il più grande manager della storia quando invece è stato spedito da tutti senza combinare niente di che Juve Napoli noi per non parlare di Mirabelli colui che scoprì Gesù Pelé e Maradona….la verità è che qualcuno che avete spedito quello delle antenne quelli pelato vi ha confezionato il pacco regalo e ricordatevelo è sempre stato Juventino nell’anima!!!!

  5. Ho sempre detestato la retorica del milanismo. Questi mesi di Gigio, Gigio, Gigio, lo sbrodolamento per il bacio alla maglia, mi avevano nauseato.
    Buongiorno, ecco la realtà con cui fare i conti.

  6. francesco says:

    è andata come doveva andare, quando c’è Raiola di mezzo

    • denny says:

      Ottimo articolo, la vicenda Donnarumma va vista anche nel contesto di quello che sta succedendo alla società milan, di cui ovviamente quasi nessuno parla, tutti a magnificare la loro campagna acquisti senza fare domande scomode

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