IV, Led Zeppelin, Atlantic 1971 – 9

LA PUNTINA SUL VINILE 63.

Monumento all’immortalità del blues, quarto album inciso in appena due anni, con una copertina del tutto priva di riferimenti, non un nome, non un titolo, nemmeno il nome dell’etichetta o l’inconfondibile sagoma del dirigibile. A confondere le acque, il risvolto runico di “Zoso”.

Jimmy Page, Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham compongono il quarto capitolo della loro leggenda, con una miracolosa capacità di passare dal granito alla seta, dall’esplosivo al miele.

Black Dog, Rock and Roll e Misty Mountain Hop (uno dei vertici della carriera di Jones) entrano nel repertorio live della band, When the Leeve Breaks è l’anello mancante fra blues e hard rock, ma il pezzo più sorprendente è The Battle of Evermore, incursione folk dove un mandolino accompagna il duetto fra Page e Sandy Denny, dei Fairport Convention (primo e unico caso di una voce diversa da quella di Plant su un disco degli Zep).

Fuori classifica, Stairway to Heaven, l’Inno alla Gioia del decennio, con la sua inesausta scalata al cielo, l’acme lirico che sfinisce nell’ultimo sussulto vocale di Plant, mentre il battito cardiaco assume il ritmo martellante di “Bonzo” Bonham, e alla fine degli 8 minuti ne vorresti ancora, e ancora, e ancora. Ritmi indiavolati, torbidi e incendiari, ma non meritano commenti le accuse di satanismo riversate ciclicamente su questo capolavoro.

Il mio vinile viene da Los Angeles: l’acquistai in un Rhino Records, nell’agosto 1995 per 2 dollari e 99 cents.

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3 Responses to IV, Led Zeppelin, Atlantic 1971 – 9

  1. Mauro D'Alo' says:

    Mi ricordo ancora quando ero ragazzo le litigate con i miei compagni su chi erano i migliori se i DEEP PURPLE o i LED ZEPPELIN, e puntualmente io Zeppeliniano convinto venivo schernito con improperi perchè i Purple erano moooooolto più tosti….e proprio qui il punto, i DEEP PURPLE erano un grandissimo gruppo di hard rock ma i LED ZEPPELIN erano qualcosa di molto più evoluto, qualcosa di completamente diverso e inarrivabile, camaleonte in grado di cambiare pelle centinaia di volte ed ogni volta elevarsi ad immortalità….il quarto non è il mio preferito, il primo ed il terzo per me sono un gradino avanti, ma stiamo parlando di inezie di fronte ad uno dei più grandi gruppi musicali che la storia abbia conosciuto

  2. gaggyblog says:

    Album molto bello. Concordo sul fatto che il primo si faccia preferire.
    A me piace molto il doppio Phisical graffiti, anche se in certi momenti sembra trascinarsi stancamente.
    Sul confronto con i Deep Purple concordo con Mauro: molto più evoluta, complessa e matura la produzione dei Led Zeppelin. Tolti i classici (quelli di Made in Japan, per intenderci), il resto di quanto proposto da DP mi sembra poca cosa (opinione di un non assiduo ascoltatore del gruppo).

  3. Di questo album, solo When the Levee Breaks è all’altezza di canzoni come Dazaed and confused, Ramble On, Since i’ve been loving you. Canzoni che però stanno su altri album. Ecco perchè pur essendo bellissimo, non è il mio preferito.

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