Alcol, pupe e pallottole (Sin City 6), Frank Miller, 1998, Magic Press

Stavolta Miller sceglie la strada del frammento, del bozzetto: 11 racconti, alcuni brevissimi, story board di possibili cortometraggi.
Riappaiono, anche solo per pochi attimi, Marv, Dwight, Miho, Gail, Shelley, Nancy. Hartigan, Palla di lardo e Bamboccetto, e si staglia la figura di Delia, femme fatale che fa perdere la testa e trova fin troppo facile uccidere.

Marv ha perso la memoria. Cerca di ricordare cos’è successo nelle ore immediatamente precedenti; ha ucciso una banda di ricchi ragazzi sadici che stavano per bruciare vivo un barbone, per puro divertimento, ma non ricorda a chi ha rubato il cappotto che indossa (Marv ha sempre questa ossessione dei bei cappotti, non vuole sforacchiarli con i proiettili).

Sembrano nude anche sotto i vestiti, le donne di Sin City. Una bellissima bionda con i capelli corti (“tutto quello che un uomo potrebbe desiderare”, le sussurra un uomo elegante) si lascia offrire una sigaretta da costui, si lascia abbracciare e baciare… L’uomo è un killer, il suo killer: “Le dico che l’amo. Il silenziatore trasforma il colpo di pistola in un sospiro. La tengo stretta fino a che non muore. Non saprò mai da cosa scappava. Incasserò l’assegno durante la mattinata”.

In “Notte silente”, fingendosi pedofilo, il detective Hartigan libera una bambina dai suoi loschi rapitori. La storia è quasi interamente muta, il grande corpo del poliziotto attraversa una tempesta di neve, uccide le guardie che gli si frappongono, finché trova Kimberly, la bambina rapita (dagli enormi occhi).
Uscì nel marzo 1997 con una dedica alla memoria di Hugo Pratt.

Johnny si chiede se avrà il coraggio di uccidere il padre di Amy. Non capisce che è una trappola, e lui è la vittima di un gioco rituale: istigato da Amy, spara cartucce a salve contro “papi”, che lo brutalizza di botte, e prima di ucciderlo, Amy gli dice: “è invecchiato e gli ci vuole un sacco per eccitarsi”.

Verso un incredulo Jim, si dirige la bellissima Delia (occhi azzurri e corpo fasciato d’azzurro): lo seduce, lo bacia, lo stringe a sé. Si conoscevano già, si sono ritrovati. Lui è al settimo cielo, lei lo uccide: è la sua prova di ammissione per entrare in una società di killer guidata dal misterioso “colonnello”.

Phil è sposato, in una notte di pioggia e lampi soccorre Delia, abbandonata seminuda sulla strada; lui è ingenuo, lei è la vamp ninfomane che aveva ucciso Jim… Delia porta Phil nei pozzi di catrame di Santa Jolanda, in mezzo alle statue dei dinosauri. La pioggia accarezza le curve di Delia, incolla il vestito al suo corpo. Phil è ormai irretito. La missione di Delia è ucciderlo, ma ha sbagliato uomo: quando si accorge dell’errore, si libera della “seccatura” con un colpo di tacco a spillo, infilzato nell’occhio. Aprendo il bagagliaio insieme al colonnello, Delia trova il cadavere della moglie di Paul: “Sei pallottole in pieno petto. Un lavoro da dilettante”.

L’uomo che non sa di essere inseguito da Delia, è molto soddisfatto: ha già venduto i gioielli, incassato i soldi e preso il treno, dove una ragazza (“la creatura più bella che io abbia mai visto”) gli lancia uno sguardo. La fine è nota… Il misterioso colonnello chiede: “Delia, ma hai intenzione di fare sesso con ognuna delle tue vittime?”. E lei: “Solo con quelli che mi piacciono”.

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