Istruzioni alla servitù, Jonathan Swift, 1745

Fornire scuse, alibi, trucchi, pretesti alla servitù: aiutarla a non farsi opprimere, svelando le debolezze del padrone.

Dunque, di false istruzioni si tratta, di trucchi di scena, di suggerimenti e raccomandazioni finalizzati a ottenere il proprio tornaconto fingendo di aver fatto l’interesse del padrone. Swift scrive di essere stato un valletto e di parlare per esperienza diretta. Spiega come derubare il padrone senza essere scoperti, fare la cresta su qualsiasi acquisto, lavorare il meno possibile senza essere rimproverati. Elenca una quantità di comportamenti opportunistici, per trarre vantaggio da qualsiasi circostanza prevedibile, partendo dall’assunto per cui il padrone dipende dal servitore, è nelle sue mani in tutti i momenti della giornata, ogni suo progetto, per essere realizzato, ha bisogno del servitore.
Swift COP

Pubblicato nel 1745, subito dopo la morte dell’autore, Directions to Servants – tradotto e introdotto per Adelphi da Lodovico Terzi – fu in gran parte scritto nel 1731, quando Swift aveva 64 anni. È costruito con un capitolo iniziale di “precetti che riguardano tutti i servi”, a cui seguono 16 capitoli di varia lunghezza, dedicati alle singole figure, dal maggiordomo al cocchiere, dalla fantesca alla lavandaia.

Tra i servitori occorre la massima solidarietà e coesione. Soprattutto, i servitori non devono sentirsi in colpa mentre ingannano i padroni, è un privilegio della loro condizione e devono approfittarne con moderazione. La condizione di dipendenza è un vantaggio da difendere sempre, non confessando mai i propri torti e avendo l’avvertenza di sfuggire all’occhio del padrone ogni volta che sia possibile. I servi possono litigare fra loro, purché non dimentichino mai di avere un nemico comune e una causa comune da difendere.

Fra servitori si creano relazioni amorose, che è meglio restino scoperte. Ovviamente non si possono rifiutare le avances sessuali dei padroni, purché se ne possa ricavare qualcosa. Alla cameriera personale della padrona, Swift spiega pazientemente: “se sei bella, potrai scegliere fra tre amanti; il cappellano, l’intendente, e il cameriere personale di Sua Signoria. Il mio primo consiglio è di scegliere l’intendente; ma se per caso sei da poco incinta di Sua Signoria, devi metterti col cappellano”.

Da rivedere: Il Servo, di Joseph Losey, con Dirk Bogarde. E la serie di Downton Abbey, altrettanto densa di suggestioni.

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