After-math, The Rolling Stones, Decca, 1966 – 9

LA PUNTINA SUL VINILE 74.

Ho almeno una dozzina di cd degli Stones e un solo un paio di album, ma questo sta senza dubbio al vertice della loro discografia.

Registrato negli RCA Studios di Hollywood, contiene quattordici tracce e almeno quattro gemme abbaglianti: Mother’s Little Helper, Lady Jane, Under My Thumb e la strepitosa Out of Time.

Della band facevano parte Mick Jagger (voce), Keith Richard (chitarra e voce), Brian Jones (chitarra, dulcimer, vibrafono, sitar, piano), Bill Wyman (basso) e Charlie Watts (percussoni); non vanno dimenticati Ian Stewart (piano) e Jack Nitzsche (tastiere e percussioni).

Tutte le canzoni sono firmate Jagger-Richard, 23 anni entrambi, il blues è una presenza immanente e celebrata, ma sono le passioni orientali di Brian Jones a produrre i momenti più originali. Stracolmo di idee, di forza e di melodia, è forse l’album più psichedelico degli Stones, una delle più nitide allusioni alla musica come strada maestra per l’eterna giovinezza.

Richard e Jones si producono in duetti di febbricitante energia, la base ritmica è potentissima, Jagger sa essere suadente e sguaiato, seducente e oltraggioso… Vederli all’opera, i ragazzi di quella band, quando non erano ancora il monumento a se stessi, doveva essere uno spettacolo della natura.

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4 Responses to After-math, The Rolling Stones, Decca, 1966 – 9

  1. Mauro D'Alo' says:

    Sono perfettamente d’accordo con te Rudy su questo album, anche se poi il successo e il potere economico hanno dato più libertà di creare e lasciarsi andare ed ecco perchè comunque, pur essendo una gemma splendente, è comunque inferiore al trittico BEGGARS BANQUET, STICKY FINGERS e soprattutto il monumentale EXILE ON MAIN STREET…..per tutto quello che segue dopo il 1972 sono d’accordo con quel che disse quel birbantello del cantante dei Jesus & Mary Chain “se qualcuno avesse staccato la testa a martellate agli stones dopo EXILE non ci saremmo persi niente di importante”

  2. sunny70blog says:

    Amore assoluto, incondizionato per questo album, con gli Stones in stato di grazia. E siamo solo agli inizi. Sticky Fingers è forse superiore ma sono gli anni di Brian Jones, prima della perdita dell’innocenza…la potenza delle canzoni, le sonorità psichedeliche, rock blues, sporcate dalla voce rabbiosa e dolcissima di Jagger ti scuotono con la stessa forza selvaggia che il tempo non riesce a scalfire.Time is on your side. E la descrizione di Jagger “suadente e sguaiato, seducente e oltraggioso” è una delle più belle che ricordi.
    PS- il cd che ho a casa contiene anche Paint it Black…

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