Racconti da “La fioraia di Deauville”, Georges Simenon

«Le trois bateaux de la calanque». Era agosto, un miliardario americano ha incaricato Torrence di andare a Deauville per tenere d’occhio una moglie incline al tradimento, e Émile si trova solo a Parigi quando riceve un altro incarico, che lo porta in Costa Azzurra a Le Lavandou. Si fa aiutare dalla signorina Berthe, che stava a Cassis in vacanza; nell’occasione, il timido Émile, che pure conosce Berthe da tre anni, si accorge per la prima volta del fatto che “era graziosa e piacevolmente rotondetta”.

Un antipatico banchiere olandese paga l’Agenzia O. per evitare uno scandalo, in seguito all’omicidio dell’amante, Eva. La donna è stata annegata mentre faceva il bagno al largo, in pieno giorno. Mentre nuotava, è stata avvicinata da qualcuno, in barca, che l’ha colpita al capo e poi strangolata.

La polizia del luogo mostra disprezzo per l’Agenzia parigina, ma Émile riesce a conquistare le simpatie di molti nativi grazie a un magnifico colpo a bocce.

Al lettore interessa pochissimo chi sia l’assassino. Gli basta lasciarsi avvolgere dalle situazioni imbastite da Simenon, dalle atmosfere impalpabili, venate da un tono da commedia. La tragedia è già avvenuta e l’ambientazione è pur sempre la soleggiata Costa Azzurra (Le Lavandou è di fronte alle cosiddette Isole d’Oro: Port-Cros, l’isola del Levante e Porquerolles). Ma chi spera che Émile faccia un passo verso Berthe…

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