L’orizzonte di attesa

Nelle note di accompagnamento a un romanzo breve di Balzac, ho trovato due espressioni che mi sono immediatamente copiato: “chiediamo alla letteratura verità che riguardino tutti” e “l’orizzonte di attesa del pubblico contemporaneo”. Volevo usarne almeno una, e l’Inter si presta a questo e ad altro.

Siamo in attesa, il campionato comincia fra meno di un mese e la squadra finora assemblata è da quinto-sesto posto. Ma non passa giorno senza che qualcuno ci dica che Sabatini ha in mano 3-4 “colpi”, che Suning può sprigionare una “potenza” incommensurabile, che Spalletti è “il valore aggiunto”, che questa tournée – a differenza di tutte le tournée di chiunque, ieri, oggi e domani – servirà a “verificare l’effettivo valore” di qualche calciatore che io, come tanti altri, avrei già voluto vedere altrove.

Il nostro orizzonte d’attesa slitta al primo agosto, quando la squadra tornerà in Italia e Spalletti ci tranquillizzerà o ci inquieterà con qualche frase sibillina. A oggi, la situazione mi pare questa.

Ci si sta allontanando dal 4-2-3-1 per puntare sul 4-3-3 e questa mi pare un’ottima notizia. Nel primo caso mancano 5 titolari, nel secondo solo 4.
Fra Keita Balde, Patrik Schick e Anthony Martial si spera di portarne a casa un paio.
Il pagamento della clausola per Matias Vecino continua a sembrarmi incomprensibile, ma pare sia deciso.
Henrique Dalbert è probabilmente l’unico terzino sinistro al mondo che Sabatini ritenga all’altezza dell’Inter, dunque aspetteremo che il Nizza venga eliminato dall’Ajax nei preliminari; ma se accadrà il contrario, il Nizza se lo terrà volentieri e l’Inter sarà rimasta con il cerino in mano, avendo perso due mesi in un inseguimento che non meritava nemmeno Roberto Carlos.

Le voci su Andrés Iniesta e Arturo Vidal continueranno fino al 31 agosto e svaporeranno in niente. Foste Vidal, lascereste una delle 3-4 squadre (e società) più ricche al mondo per tornare in Italia (in una squadra che intanto cerca di svendere l’amico Medel?). Foste Iniesta, da vent’anni nella stessa società, a 33 anni suonati e con il Mondiale in vista, lascereste l’amato blaugrana per indossare il nerazzurro? Provo compassione per chi ci crede.

La domanda è: se a questa Inter che sta in Cina, aggiungiamo Keita, Schick, Vecino e Dalbert (mi pare di essere ottimista, perché se la Juve paga, Lotito gli porta Keita a fare le visite da Agricola), diventa una squadra da quarto posto?
La mia risposta è no.

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13 Responses to L’orizzonte di attesa

  1. willerneroblu says:

    Mi sembra di più un attesa tipo IL DESERTO DEI TARTARI…….

  2. sunny70blog says:

    Le illusioni perdute (Balzac)

  3. Mettiamola così: sono talmente sfiduciato che se, in tempi e modalità ragionevoli, chiudessimo per Keita, Vecino, Dalbert e Schick, sarei molto contento.
    Sul quarto posto, molto dipenderebbe dalle altre. Juventus e Napoli di altra categoria, ci giocheremmo due posti con Lazio (che dopo una buona stagione tende a farne una sotto le aspettative), il Milan (cantiere aperto) e una Roma indebolita.
    Spalletti più abituato degli altri a certi traguardi, diamo che ci darei un 60% di probabilità.

  4. willerneroblu says:

    Conte ha preso il Chelsea disastrato ha cambiato pochissimo e ha vinto quindi???

  5. Gus says:

    La mia risposta è ahimè altrettanto no.
    E se Keita interessa alla Juve andrà a Torino (perchè può vincere, perchè può guadagnare di più e perchè a Lotito piace scambiarsi favori con i padroni del vapore). Dalbert confesso di averlo visto solo negli highlights a disposizione di tutti. E ne ho ricavato l’impressione di un giocatore con una gran corsa, che arriva in un amen sulla trequarti e poi non sa che fare e spesso la scarica al compagno. Mah. Vecino è certamente un upgrade rispetto a Medel e forse, dico forse, a Brozovic (non che upgradare la trottola cilena ed il concentrato croato sia operazione faticosissima, eh) ma non segna mai. Schick mi piace molto, ma al netto della condizione fisica, parliamo di uno che o farà panchina o panchinerà Icardi (a meno che Spalletti non improvvisi un 442 non nelle sue corde, dubito). Borja è certamente un buon acquisto, ma con Gaglio e Vecino abbiamo un centrocampo da CL?. E dietro? Skriniar può garantire il salto di qualità? Dei vecchi chi ha nelle corde più di quello che abbiamo visto? Dambrosio? Candreva? Murillo? Confidare nell’abilità del tecnico è operazione fideistica, e vuol dire caricargli sul groppone pressioni che ha già fatto capire di non gradire (“…i dirigenti devono mantenere le promesse…”).

  6. willerneroblu says:

    Spalletti piange ma gioca ancora Nagatomo e non gioca Pinamonti!!!

  7. P37 says:

    Cosa mancherebbe ulteriromente secondo te Rudi?un altro centrale dietro,un centrocampista?

  8. rugherlo says:

    Conte non farebbe nulla di più di Spalletti.
    Con gli acquisti citati, Rudi, non siamo da 4″ posto.
    A costo di apparire ripetitivo aspetto il 31 agosto e, qualora le cose non cambiassero, apriremo le cateratte (e saremo in tanti).
    Per ora aspetto e forza Inter, sempre…!

    • willerneroblu says:

      Mi spiace la penso diversamente con Conte Nagatomo starebbe vendendo collanine fuori dallo stadio!!!!

      • rugherlo says:

        Ci mancherebbe, ognuno ha la sua opinione.
        Ps: ai giocatori citati da Rudi aggiungerei anche io una 2^ punta è un centrocampista che ti apre la partita: un Naingolann

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