Bologna 900, di Giorgio Diritti

Il contesto: le celebrazioni per i 900 anni del Comune di Bologna dall’atto di emancipazione (Diploma) siglato dall’imperatore Enrico V alle idi di maggio del 1116.
Il libro riprende gran parte delle immagini che affollano il documentario (35 minuti) che Diritti ha confezionato giustapponendo rare incisioni e fotografie, mappe e pergamene, libri e pubblicità, miniature e dipinti, oltre alle riprese all’aperto. Una lunga frequentazione di archivi e biblioteche si è resa necessaria per comporre questo ricco repertorio, che riassume nove secoli di storia della città.

La Torre degli Asinelli, edificata fra il 1109 e il 1119. Del centinaio di torri innalzate fra il XII e il XIII secolo, ne rimangono solo 24, alcune integre, altre mozzate o inglobate in altri edifici.

Liber Paradisus: il memoriale della liberazione dei servi della città e del contado (5.855 servi di 379 padroni, riscattati dal comune con i denari del tesoro pubblico), approvato dal Comune nel 1257.

Lo Studium: nato come libera e laica organizzazione fra studenti nel 1088. Viene considerata l’università più antica d’Europa. Gli studenti sceglievano e pagavano i docenti, i primi studiosi chiamati a insegnare furono i giuristi, i glossatori, come Irnerio. In seguito divennero materie logica, filosofia, retorica, grammatica, aritmetica, astronomia e medicina.

La storia di Bologna è impregnata di commerci e professioni artigiane. Nel Trecento la città si afferma come uno dei maggiori centri europei per la lavorazione della seta, grazie allo sfruttamento dell’energia idraulica. Nel Seicento, vennero censiti 119 mulini mossi dall’acqua dei canali. Dopo la costruzione delle chiuse di Casalecchio e di San Ruffillo, sui fiumi Reno e Savena, una fitta rete di canali attraversava la città; si poteva arrivare in barca da Bologna al mare.

Davanti alla Garisenda c’era una piccola chiesa (dei Malvezzi) e due botteghe (un ciabattino e un battirame): l’edificio venne demolito nel 1871.
Nel gennaio 1902, fra le polemiche, si avviò l’abbattimento delle mura. Vennero abbattute anche le porte di Sant’Isaia e San Mamolo. Si pensava che la demolizione, consentendo una maggiore circolazione d’aria, avrebbe reso la città più salubre.
Fra il 1909 e il 1918 vennero compiuti imponenti abbattimenti di edifici nell’area compresa fra Palazzo Re Enzo e le Due Torri; fu allargata via Rizzoli, vennero abbattute tre alte torri (Guidozagni, Riccadonna, Artemisi), nei pressi del palazzo della Mercanzia.

La statua equestre di Vittorio Emanuele II venne collocata al centro dell’omonima piazza (oggi piazza Maggiore) nel 1888. Nel 1944, per volontà della Repubblica Sociale, ai ferri corti con la casa Savoia, la statua venne trasferita all’ingresso dei Giardini Margherita. Avevo sempre pensato che la statua fosse stata rimossa dopo il referendum del ’46…

La città fu devastata da 32 bombardamenti aerei (americani e inglesi) fra il 16 luglio 1943 e il 18 aprile 1945; il più terribile il 25 settembre del ’43.
Il sacrario dei caduti davanti a Palazzo d’Accursio, fu creato dai bolognesi il 21 aprile 1945: lì venivano compiute le esecuzioni dei partigiani.
Prime fotografie della città risalgono al 1877.
Chiude il volume una serie di fotografie firmate da Enrico Pasquali, Nino Comaschi, Aldo Ferrari, Antonio Masotti.

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