GANEFO: qualcuno sa darmi informazioni?

Ecco quel che so. Chi ha altre informazioni o fonti da consultare…

Nella quarta edizione dei Giochi dell’Asia, organizzata a Giacarta nel 1962, il governo di Sukarno rifiuta i visti d’ingresso agli atleti di Taiwan e di Israele, e il Cio decreta la sospensione a tempo indeterminato del Comitato olimpico indonesiano.

Pochi mesi dopo, Sukarno lancia la propria sfida al Cio: esce dal Comitato e si propone di dare vita a Giochi autonomi, Games of the New Emerging Forces, (GANEFO) ai quali invita nazioni dell’Asia, dell’Africa, dell’America Latina e del campo socialista. Il suo ragionamento è nitido e provocatorio: “Lo sport non può essere separato dalla politica. Perciò lavoriamo assieme per la creazione di un’associazione sportiva basata sulla politica. Non vogliamo indossare alcuna maschera, creiamo un’associazione sportiva per le nuove forze emergenti”.
Sukarno in persona dichiara aperti i Giochi “terzomondisti” il 10 novembre 1963 nello stadio Gelora Bung Karno, costruito con un cospicuo aiuto della Repubblica popolare cinese.

Ai GANEFO di Giacarta (novembre 1963) partecipano 2.700 atleti di 46 delegazioni, fra cui Cina, Urss, Cambogia, Iraq, Iran, Pakistan, Mali, Vietnam del Nord, Repubblica Araba Unita (Egitto e Siria), Jugoslavia, Sri Lanka, Palestina, Olanda Nigeria, Giappone, Messico, Libano, Mongolia, Marocco, Romania, Senegal, Uruguay, Finlandia e Francia. Ci sono anche tre italiani (Massimo Magini, Paolo Bottiglioni e Vittorio Biotti) e una squadra di pallavolo modenese inviata dall’Uisp (Unione sportiva sport popolare).

Gli atleti partecipanti ai Ganefo non sarebbero stati ammessi ai successivi Giochi olimpici, stabilisce il Cio. Perciò, i sovietici inviano una delegazione di secondo piano, mentre la Cina partecipa ai massimi livelli e fa incetta di medaglie (171 totali, 68 d’oro).
Prima che si svolga la seconda edizione, si verifica il colpo di stato che nel 1965 rovescia Sukarno; l’Indonesia non viene invitata alle Olimpiadi di Tokyo 1964.

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